La Lombardia e l’aumento del costo della vita

La politica regionale di lotta all'inflazione e di difesa del potere d'acquisto delle famiglie lombarde è stata finora totalmente insoddisfacente e la Borsa della Spesa, il progetto di contenimento dei prezzi della Giunta varato nell'autunno 2003, non ha dato alcun risultato visibile, così come denunciato anche dalle associazioni dei consumatori. L’Osservatorio sull’andamento dei prezzi era stato annunciato nel settembre 2002, non ha mai funzionato.

Il secondo dato è che Formigoni e la sua Giunta sono i primi a dare il cattivo esempio con l'aumento medio (per alcune categorie è stato molto di più) del 2,2% dei biglietti e degli abbonamenti delle ferrovie regionali, a partire dal 1° settembre 2004. L'esperienza di Torino, così come la decisione della Provincia di Milano di congelare per un anno intero l'aumento dei biglietti dei mezzi pubblici interurbani - decisione presa in opposizione a un provvedimento della Regione che dava la possibilità a palazzo Isimbardi di incrementare le tariffe - dimostrano che un'amministrazione pubblica può, e in questo caso dobbiamo proprio dire 'deve', fare di più.

Cade il potere d’acquisto: Formigoni aumenta l’Irpef e introduce i Ticket sui farmaci

La Lombardia ha assunto provvedimenti, in campo fiscale soprattutto, che hanno comportato un impoverimento dei lombardi e una impossibilità a difendere il potere d’acquisto da parte delle famiglie. L’introduzione dei ticket sui farmaci, l’aumento dell’addizionale IRPEF e delle tariffe pubbliche, ad esempio, hanno tolto e tolgono ogni anno dalle tasche dei lombardi oltre 600 milioni di euro che non possono essere destinati ai consumi.

Ticket e Tasse: quanto costa ai cittadini curarsi in Lombardia

L'introduzione dei ticket farmaceutici è costata nel 2003 ai cittadini lombardi 168 milioni di euro, 167 nel 2004. Nel 2003 si è raggiunto il pareggio di bilancio solo grazie ai ticket farmaceutici, pronto soccorso, superticket su esami e prestazioni (190 milioni) e addizionale Irpef (330 milioni).

Dal gennaio 2004 sono in vigore esenzioni al ticket per disoccupati e pensionati indigenti. Alla loro introduzione Formigoni aveva annunciato una diminuzione dell'introito da ticket per 50 milioni di euro, passando dai 168 del 2003 a circa 120. I dati invece dimostrano che la previsione era sbagliata. La spesa lorda per farmaci nei primi otto mesi dell'anno è cresciuta del 10,3%, l'importo dei ticket, nonostante le esenzioni, è cresciuto dello 3,1%.

Quanto pagano in Lombardia i cittadini per far fronte alla spesa sanitaria

 

2002

2003

2004

Spesa farmaceutica territoriale

1.771

(13,9%)

1.539

(11,7%)

1.638

(11,7%)

Ticket

0

168

167*

spesa farmaceutica a carico dei cittadini

37,4%  (+3,9) (Lombardia)

33,5%                      (Italia)

45,6%  (+7,2)  (Lombardia)

38,4%             (Italia)

 

Addizionale Irpef

330

330

330

in milioni di euro

*dal 1° gennaio 2004 la Giunta regionale ha introdotto esenzioni per: Titolari di pensione e familiari a carico, purché appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo riferito all'anno 2002 non superiore a € 8.263,31 incrementato fino a € 11.362,05 in presenza del coniuge a carico e in ragione di ulteriori € 516,45 per ogni figlio a carico; disoccupati di cui agli elenchi anagrafici dei Centri per l'impiego, lavoratori in mobilità, lavoratori in cassa integrazione straordinaria e i familiari a loro carico per il periodo di durata di tali condizioni, cittadini trapiantati d'organo con reddito complessivo del nucleo familiare riferito all'anno 2002, non superiore a € 36.151,98 (costo previsto per la Regione: 50 milioni di euro)
Dal 1 ottobre 2004 la Giunta regionale ha introdotto esenzioni per: Soggetti affetti da patologie croniche e rare appartenenti a nuclei familiari con reddito complessivo riferito all'anno precedente non superiore a:-  46.600 euro con 1 componente, 73.162 euro con 2 componenti, 95.064 euro con 3 componenti (costo previsto secondo la Regione 65 milioni su base annua, per i 3 mesi del 2004: 15 milioni di euro)

Fonti: Regione Lombardia, Federfarma Lombardia, CERGAS

Tariffe più alte: Le bugie di Formigoni

Il settore del trasporto pubblico locale e ferroviario regionale che interessa milioni di pendolari è stato particolarmente curato dalla giunta Formigoni. Infatti dopo l’aumento dell’aprile 2002 che era stato superiore al 20% sulle tratte maggiormente frequentate dai pendolari, il primo agosto del 2004 è stata abolita la tessera di libera circolazione (tessera gratuita per l’utilizzo del trasporto pubblico locale) per i pensionati e per gli invalidi, mentre il primo settembre la Giunta ha annunciato un nuovo incremento delle tariffe superiore al 2%. Come è possibile vedere dal prospetto la Lombardia ha tariffe superiori alle altre Regioni a noi confinanti.

Tariffe regionali a confronto

Fasce chilometriche

Lombardia

 

Emilia Romagna

 

Veneto

 

40-50 corsa semplice

€ 3,4

100

€ 2,9

85,29

€ 3

88,24

80-90 corsa semplice

€ 5,2

100

€ 4,7

90,38

€ 4,65

89,42

40-50 abb. mensile

€ 57

100

€ 48,4

84,91

€ 49,8

87,37

80-90 abb. mensile

€ 71,5

100

€ 63,7

89,09

€ 62,4

87,27

Per 1 euro speso da un utente in Lombardia, in Emilia si spendono 85,29 centesimi, in veneto 88,24 per i biglietti a corsa semplice. Per gli abbonati per ogni euro speso dai pendolari lombardi in Emilia se ne spendono 84,9 centesimi, in veneto 87,3. Le tariffe sono mediamente più basse del 12,58% in Emilia e dell’11,93% in Veneto.

 

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