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Ipse dixitBella, eccellente, attrattiva e virtuosa La Lombardia nelle parole del governatore
“Sono convinto che oggi siamo
tornati ad essere un crocevia delle eccellenze e della bellezza e
che possiamo e dobbiamo preparare un periodo come quello in cui Leonardo
affrescava il Cenacolo e come quello in cui Napoleone si
inchinava di fronte alla scoperta di Volta” “La Regione Lombardia si
è concentrata in questi anni sullo sviluppo della bellezza perché
ci deve essere un’azione di governo che punta sì sull’efficienza
ma che sa interpretare anche il sentimento della bellezza.” Acque dei fiumi
e dei laghi inquinate, discariche abusive,
cave autorizzate a profondità tali da compromettere le falde acquifere,
cementificazione delle aree montane, smog: le emergenze ambientali
in Lombardia sono numerose e riguardano tutto il territorio, dalla
pianura alla montagna. A questo si aggiunge l’inadeguatezza
della rete ferroviaria e stradale, il degrado delle aree industrializzate,
delle aree dismesse e di numerosi quartieri
delle città lombarde. Il sentimento di bellezza nella nostra Regione
difficilmente può essere risvegliato da uno sguardo sulla gestione
delle ricchezze naturali e sul sistema delle infrastrutture, che restituiscono
l’ “Vogliamo trasformare i quartieri
che per lungo tempo sono stati considerati ghetti, Bronx
delle periferie, in luoghi fortemente integrati
con la città. Tutti i cantieri saranno avviati entro la fine del 2005.
Elimineremo il brutto e proseguiremo il percorso verso il Rinascimento
lombardo” I Contratti di Quartiere sono strumenti complessi di riqualificazione urbana, che, accanto al recupero di edifici e di aree periferiche degradate, mirano alla rivitalizzazione sociale, ricreativa, culturale, lavorativa dei contesti urbani coinvolti, seguendo un percorso di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza. La Regione ne ha firmati 23, qualche giorno dopo aver approvato la nuova legge urbanistica e il regolamento per le case di edilizia residenziale pubblica, che smantellano il sistema di pianificazione territoriale vigente e autorizzano i comuni a costruire sulle aree destinate ai servizi. La Lombardia ha inoltre approvato la legge sul condono edilizio senza criteri di salvaguardia del territorio. “La politica nuova che vogliamo
costruire è quella che mette insieme le eccellenze della regione e
di Milano: il nostro riformismo ambrosiano, il cattolicesimo fortemente
ancorato ai valori del sociale, un liberalismo imprenditoriale che
ha saputo fare e costruire”. La Lombardia nel biennio 2002/2003 si è sviluppata meno dell’Italia nel suo complesso, lo 0,1% rispetto allo 0,3%. E’ inoltre passata dal 36° posto al 46° in termini di competitività tra le 60 regioni più evolute del mondo. “Dobbiamo tornare a recuperare la capacità di stare in mezzo alle persone. Io ho cercato di farlo il più possibile in questi anni. I lombardi sono tanti, oltre 9 milioni, e io vado in giro scarpinando in tutta la regione, incontrando artigiani, lavoratori, giovani e anziani, ascoltando i loro problemi e cercando di dare risposte. Questo è governare”. “Quello che conta
è questa dimensione popolare della politica ed è questa alla fine
che pagherà come ha pagato in tutti questi anni. Noi tra la gente siamo nati, siamo cresciuti e abbiamo camminato
nel corso di tutti questi anni” La Giunta regionale
ha speso 21 milioni di euro nel 2003 e 25
milioni nel 2004 per la promozione dell’ “Si parla troppo di crisi
e di declino. Sono discorsi contraddetti dalla realtà dei fatti. Dieci
anni fa il tasso di disoccupazione era del 7,5%. Oggi siamo al 3%,
un dato considerato fisiologico. Siamo quindi alla piena occupazione”. Dalla crisi Parmalat, alla delocalizzazione che coinvolge il settore del tessile e metalmeccanico, alla chiusura dell’Alfa di Arese, sono sempre più numerose in Lombardia le aziende costrette a ricorrere alla mobilità e alla cassa integrazione. “La sfida dei prossimi anni
è costruire una politica trasversale per fare
dello spettacolo un fattore trasversale di sviluppo”. “L’obiettivo
è varare una nuova intesa per lo spettacolo, in collaborazione con
tutti i soggetti più creativi e innovativi della società lombarda,
che liberamente si aggregano, che costituiscono nella rete delle loro
relazioni quella cultura in movimento di
cui il nostro Governo vuole essere funzione”. Riduzione degli investimenti, politiche clientelari dell’assessorato, disimpegno verso le istituzioni dello spettacolo: la VII legislatura ha segnato il dirottamento delle scarse risorse disponibili verso iniziative di dubbio valore culturale ma di indubbia coloritura politica. Festival celtici, rievocazioni medievali, dialetti, identità locali hanno assorbito i contributi per la promozione culturale, mentre si è tagliato il sostegno alle compagnie teatrali, alla musica, all’innovazione, alla sperimentazione, alla multiculturalità. “La disabilità
non costituisce una debolezza per la nostra società. Tutti i disabili
sono portatori di esperienze personali, che
costituiscono un valore aggiunto, innanzitutto umano ma anche economico.
Quello che i disabili possono dare alla società è spesso ben più di
quello che la società dà loro”. Una delibera della Giunta regionale dell’aprile 2004 ha cancellato la gratuità delle tessere di trasporto per gli invalidi e introdotto criteri di reddito per usufruire delle tessere agevolate. “In prospettiva vogliamo
un federalismo fiscale che significhi premiare le regioni e i territori
virtuosi e spingere chi virtuoso non è a diventarlo” La mancata attuazione del federalismo da parte del governo nazionale di centrodestra ha impedito alla Regione di raggiungere l’autonomia finanziaria e ha comportato un aumento di spese per i cittadini lombardi. A sua volta, la Regione non ha attuato il trasferimento di funzioni e risorse alle Province. “In questi anni è stato definito
uno scenario strategico puntato sull’integrazione
dei sistemi dell’istruzione, della formazione
professionale e delle politiche del lavoro che ha rappresentato uno
dei banchi di prova più importanti sui cui sperimentare il modello
di sviluppo lombardo che, da più parti, viene
ormai riconosciuto come una delle grandi fonti di innovazione istituzionale
del nostro paese” Dai dati forniti sull'utilizzo dei Fondi sociali europei si evidenzia che a tutt'oggi la Lombardia ha relegato le Province a un ruolo marginale e burocratico, destinando a pioggia a 1400 strutture accreditate, le risorse per la formazione professionale e l'orientamento, incurante dell'esigenza di costruire servizi pubblici e un sistema a rete che permetta la collaborazione tra pubblico e privato. Nel febbraio del 2003, l'ex assessore regionale alla Formazione Guido Bombarda è stato arrestato per corruzione e truffa nella gestione dei corsi FSE. “'Bisogna
puntare sugli immigrati imprenditori. La realtà degli immigrati africani
imprenditori, qui in Lombardia come nelle altre regioni italiane,
e' importantissima perche' rappresenta
una potente leva per modificare l'ambiente africano nei suoi dati
culturali, politici ed economici” La Lombardia concentra
nel suo territorio il 20-25% del totale delle presenze straniere in
Italia. Secondo le stime ISMU del 2004 si ritiene che siano più di
500.000 gli stranieri regolari presenti in Lombardia e oltre 60.000
i clandestini nella sola zona di Milano. Come denunciano le organizzazioni
sindacali, il settore dell’edilizia continua ad essere un bacino
di riferimento per la maggior parte degli immigrati clandestini alla
ricerca di un lavoro, che vengono sfruttati come manodopera senza essere regolarizzati
e senza ricevere alcuna tutela: la Fillea
Cgil ha contato 50 mila irregolari nei 3
mila cantieri aperti a Milano e provincia, la metà dei quali extracomunitari.
La Lombardia primeggia inoltre in Italia per il numero annuale di
morti sul lavoro: sono stati 33 nel 2004, di cui 11 extracomunitari.
Tra i morti del 2004, il presidente della Provincia
di Milano Filippo Penati in occasione dell’inaugurazione della
nuova Fiera ha voluto ricordare Massimo Petterossi,
l’operaio di 50 anni rimasto schiacciato dal braccio di una
gru che stava smontando in un cantiere del polo fieristico di Rho-Pero. “Non mi sono mai accontentato della
maggioranza politica in Consiglio regionale, sebbene essa sia stata
molto vasta, ma ho cercato di costruire una collaborazione con tutto
il territorio. Se si vuole governare bene una regione così avanzata
e complessa ci vogliono una forte maggioranza
politica, una forte coesione sociale ed un forte spirito di collaborazione”
“Formigoni ha fatto squadra. E’
davvero il presidente di tutti”
“Il nostro impegno per l’ambiente è concentrato sulla necessità di trasformare le aree naturali protette e i nostri parchi in veri e propri luoghi di vita” 14 ottobre 2004, II Conferenza regionale delle aree protette Commissariamento del parco delle Orobie e blocco per quattro anni dell’iter della legge che ne definisce e rende operativo l’ente di gestione; richiesta di commissariamento del parco dello Stelvio in previsione dei Mondiali di sci; dimissioni del presidente del parco del Ticino per l’impossibilità di svolgere le proprie funzioni. Le principali aree protette regionali sono state oggetto di polemiche, scontri interni alla maggioranza, valutazioni affaristiche che hanno rallentato e in alcuni casi impedito l’attività di gestione dei parchi. Ha sollevato scandalo, in questo contesto, la spesa di 260.000,00 euro per l’organizzazione a Soncino della II Conferenza regionale delle aree protette. “Il progetto riformista sono
io. Sono io il garante di una politica di riforme, come abbiamo fatto
in questi anni e ancor di più nei prossimi” “Tony Blair
è l’idea di una nuova sinistra europea aperta ai valori e alle impostazioni
che noi seguiamo da tempo: dalla sussidiarietà alla centralità del
cittadino alla ricerca di opportunità per
tutti”. Le velleità riformiste di Formigoni sono naufragate di fronte all’intransigenza del Carroccio e dei vertici di Forza Italia, che solo al governatore lombardo hanno vietato la Lista del Presidente, concessa invece a Storace nel Lazio, Fitto in Puglia e Biasotti in Liguria. “E’ confermato
che la regione Lombardia è la più virtuosa delle uniche tre regioni
italiane che nel settore sanitario non hanno deficit di bilancio.
Siamo qui a iniziare l’inaugurazione di questo ospedale a testimonianza
che i cantieri vanno avanti, che i lavori stanno procedendo speditamente” La Lombardia è la sola regione che ancora non ha utilizzato i soldi stanziati dallo Stato nel 1999 per la costruzione dei nuovi ospedali. “Di molte cose sono soddisfatto,
ma non sarò veramente soddisfatto finché
un solo anziano attenderà di essere visitato o ricoverato” Durante la campagna elettorale, Formigoni ha subito l’aggressione verbale di alcuni pazienti in attesa di cure al nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale di Varese. “La Lombardia è la regione italiana
con il maggior numero e la maggiore estensione di
aree protette. Questo dimostra come non ci sia
una contraddizione tra crescita economica e tutela dei beni naturali
e paesaggistici” Aumenti ingiustificati delle quantità escavabili previste dai Piani cave provinciali, in particolare a Brescia, con gravi ripercussioni ambientali; autorizzazioni affaristiche al di fuori della pianificazione regionale, come a Pontoglio e a Lonato; apertura di discariche in zone di pregio ambientale, come a Erbusco; mancata predisposizione delle Valutazioni di Impatto Ambientale e mancato ascolto degli enti locali per le centrali elettriche nel bresciano, nel lodigiano, nel pavese; rinvio di 10 anni dell’applicazione dei deflussi minimi vitali e sfruttamento dei piccoli corsi d’acqua in zone di pregio turistico, come in Valmasino: la crescita economica della Lombardia è entrata costantemente in contraddizione con le esigenze di tutela ambientale e le specificità dei territori. La sostenibilità ambientale è un criterio che non trova applicazione nella gestione delle risorse di maggior rilievo per l’economia regionale come i sassi, la ghiaia e il materiale inerte necessari per la realizzazione di infrastrutture e grandi opere, l’acqua per la produzione di elettricità e le cave dismesse per la creazione di discariche. Le zone della regione che presentano una maggior concentrazione di queste risorse sono sottoposte ad uno sfruttamento del territorio che ha ripercussioni negative sulla qualità della vita, delle produzioni agricole e sulla possibilità di sviluppo di forme di turismo sostenibile. “Le competenze sulle Ferrovie sono passate dallo Stato alla Regione nel 2002 e i treni non si comprano al supermercato. Oggi si iniziano a vedere i frutti della programmazione” 3 marzo, presentazione di tre nuovi locomotori acquistati da Trenitalia e Regione Il sistema del trasporto ferroviario è in uno stato di cronica emergenza. Linee da raddoppiare, locomotive obsolete, scarsa mantuenzione, ritardi e soppressioni non garantiscono un servizio indispensabile per la mobilità regionale. Ciononostante, le tariffe regionali di trasporto sono state aumentate di oltre il 20%. |
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