Scuola, la difficile riforma della secondaria superiore

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I punti più controversi, e meno chiari, della riforma che il Ministro Moratti sta portando avanti a colpi di schemi di decreti legislativi emanati senza una programmazione razionale (prima i decreti “particolari”, poi quelli “generali”) e senza un vero confronto con le parti (il suo misterioso gruppo di lavoro ha lavorato al chiuso, e il contatto che si è scelto di avere con il pubblico è stato “telematico”, con l’apertura di un forum sul sito del Ministero) riguardano lo stravolgimento dell’obbligo scolastico, la mancata seppur dichiarata “pari dignità” tra il sistema dei licei e il sistema dell’istruzione professionale, il destino tuttora non chiarito degli istituti tecnici e industriali, che dovrebbero essere assorbiti dal Liceo Tecnologico, e degli istituti professionali, che dovrebbero passare alla competenza esclusiva delle Regioni.

 

Le numerose incertezze sul quadro normativo, e il timore derivato dal sistema a doppio binario che segna precocemente il percorso dei ragazzi “destinati” al lavoro e di quelli che potranno frequentare l’Università, ha già determinato una significativa riduzione nelle iscrizioni agli istituti tecnici e professionali.

In Lombardia, il fenomeno era già emerso lo scorso anno (il comunicato di Maria Chiara Bisogni)

 

Sull’obbligo scolastico che, nel decreto già approvato in Commissione Cultura della Camera, si trasforma in un diritto-dovere garantito per 12 anni, pesa invece un anno e più di vuoto legislativo, poiché la legge 53 ha abrogato la 9/99 che aveva elevato l’obbligo scolastico di un anno. Nell’a.s. 2004/2005 si è già assistito ad una riduzione degli alunni iscritti al primo anno delle superiori.

A livello regionale, il Miur ha cercato di colmare tale vuoto sottoscrivendo Accordi regionali per la sperimentazione di percorsi di istruzione e formazione professionale per i ragazzi di 14 e 15 anni.

Maria Chiara Bisogni ha presentato un’interrogazione urgente nel 2002, primo anno di attuazione dell’accordo Moratti-Formigoni sulla sperimentazione in Lombardia e ha giudicato fallimentari i risultati conseguiti (vedi: Accordo formigoni-moratti sperimentazione o flop? e La sperimentazione della qualifica triennale
Moratti-Formigoni approda al terzo anno: grande confusione e spreco di risorse
).

 

Il primo decreto attuativo della riforma ad entrare in vigore è stato il D. Lgs. 19 febbraio 2004, n. 59 “Definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione”, contro il quale si sono mobilitati lo scorso anno gli insegnanti, i genitori e i bambini delle scuole elementari.

 

Di seguito, una breve cronistoria dei recenti avvenimenti che hanno caratterizzato il percorso di approvazione dei decreti sul secondo ciclo dell’istruzione.

 

18 gennaio:

Pubblicato sul sito del Ministero (www.istruzione.it) lo schema di decreto legislativo sulla scuola secondaria. Aperto un forum telematico. La bozza di decreto resa pubblica non è stata preventivamente sottoposta né ai parlamentari né ai sindacati.

 

Punti chiave della bozza sono:

  • la dichiarata “pari dignità” tra licei e istruzione/formazione professionale
  • stage e tirocini per entrambe i percorsi
  • otto i licei, di cui cinque senza specializzazioni e tre con specializzazioni. La formula è quella del doppio biennio e di un anno conclusivo
  •   il graduale passaggio alle Regioni delle competenze relative all’istruzione e formazione professionale dell’anno scolastico 2006-2007. Sono previsti percorsi triennali con qualifica e quadriennali con diploma professionale.

Immediato il commento negativo della Cgil. Panini: “La bozza è nebulosa e contraddittoria. Chiediamo una proposta chiara e l’avvio di una consultazione vera e formalizzata nelle scuole e nel Paese da attuarsi nel mese di marzo”. Di Menna (Uil): “Vogliamo un vero negoziato”.

Stigmatizzata subito da più parti la diminuzione prevista delle ore di educazione fisica, che da quattro passano a due, di cui una sola obbligatoria.

 19 gennaio:

I capigruppo dell’opposizione in Commissione Cultura alla Camera chiedono “l’immediata convocazione del ministro Moratti”.

 26 gennaio:

“Con una lettera evasiva Letizia Moratti ha rifiutato la richiesta delle opposizioni di essere presente in Commissione Cultura per riferire dell’impostazione dei due decreti sul secondo ciclo di istruzione alla luce del nuovo decreto sulla secondaria superiore non ancora giunti in Parlamento. Ancora una volta il Ministro si nasconde” dichiarano Capitelli, Sasso (Ds) e Rusconi (Dl).

I due decreti a cui fanno riferimento i parlamentari dell’Ulivo, approvati dal CdM nel maggio del 2004 e attualmente all’esame della Commissione Cultura, riguardano:

-         il diritto-dovere all’istruzione: lo schema di decreto propone una modifica del dettato costituzionale “L'obbligo scolastico di cui all'articolo 34 della Costituzione, nonché l'obbligo formativo, introdotto dalla legge 17 maggio 1999, n. 144 (…) sono ridefiniti ed ampliati”. Il diritto all’istruzione è assicurato per 12 anni a partire dalla scuola elementare. Si prefigura il doppio canale formativo: il sistema dei licei e il sistema dell’istruzione e formazione professionale. La copertura finanziaria del decreto, per i Ds, è del tutto insufficiente.

-         l’alternanza scuola-lavoro: lo schema di decreto prevede per gli studenti dai 15 ai 18 anni, sia nel sistema dei licei sia nel sistema professionale, la possibilità di svolgere l’intera formazione attraverso percorsi che alternino scuola e lavoro. I percorsi sono progettati e attuati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa sulla base di apposite convenzioni con le imprese, camere di commercio, enti pubblici o privati.

 Entrambe i decreti hanno dato per acquisita la futura architettura del sistema di istruzione secondaria prima dell’emanazione del decreto che ne definisce l’assetto. Inoltre, in nessun punto si esplicita il passaggio del sistema di istruzione e formazione professionale alla competenza delle Regioni.

 31 gennaio:

Il servizio bilancio della Camera avrebbe rilevato che le risorse previste dal decreto sull’alternanza scuola-lavoro (circa 30 milioni di euro) sono del tutto insufficienti. Lo rende noto la Flc-Cgil, aggiungendo che sarebbero necessari 714 milioni di euro, e che manca dunque all’appello il 96% delle risorse.

 2 febbraio:

Le opposizioni non partecipano al voto della Commissione Cultura della Camera al decreto sul diritto-dovere all’istruzione. Osserva Capitelli: “Il decreto ribadisce una palese illegittimità costituzionale, non è supportato da un adeguato piano finanziario e delinea un quadro ordinamentale confuso”.

 3 febbraio:

Secondo la Flc-Cgil, le ricadute del decreto sulla scuola secondaria superiore potrebbero mettere a rischio dalla 39.000 alle 48.000 cattedre. Particolarmente colpiti gli istituti professionali: il passaggio dai 5 ai 4 anni la riduzione dell’orario dalle attuali 40 alle previste 30 ore settimanali determinerebbero perdite secche 10.000 cattedre, sulle 67.000 attualmente presenti. Le ripercussioni si faranno sentire anche nei licei tecnologici che, ipoteticamente, prenderanno il posto degli attuali Itis e Itc: tra le 14.000 e le 22.000 le perdite previste dalla Cgil.

 La commissione Cultura approva il decreto sul diritto-dovere senza l’apporto delle opposizioni.

 La Federazione dell’industria musicale italiana scrive al Ministro Moratti per esprimere sconcerto in relazione progetto di legge sui licei che esclude l’insegnamento della musica.

 Juri Chechi, al consiglio nazionale del Coni, si fa portavoce della posizione unanime degli sportivi azzurri ed esprime dissenso nei confronti della riforma scolastica che riduce le ore di educazione fisica, e chiede un incontro col ministro Moratti

 8 febbraio:

Il Cidi (Centro di iniziativa democratica degli insegnanti) lancia un appello al mondo della cultura per “la pochezza, la superficialità, l’assenza di pluralismo culturale con cui sono state improvvisate dal governo le “indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati” del primo e secondo ciclo. Numerose firme del mondo culturale sottoscrivono l’appello.

 9 febbraio:

Il Ministro Moratti firma il decreto relativo ai corsi abilitanti e di specializzazione sul sostegno.

 Nel corso di un seminario sull’istruzione secondaria di ispirazione cristiana, il direttore del Centro Studi Scuola Cattolica (Cssc), un centro costituito dalla Cei, lancia un allarme sull’ipotesi di liceizzazione degli istituti tecnici che “avrebbe gravi conseguenze per le imprese, renderebbe più difficile il successo formativo dei giovani, impedirebbe alle regioni di svolgere un effettivo ruolo di governo del sistema dell’offerta formativa”

 11 febbraio:

Ospite di una trasmissione, Fassino dichiara che sono 4 le leggi del centrodestra che vorrebbe abolire: la legge sul conflitto di interessi, la Gasparri, la legge 30 e la riforma Moratti

 12 febbraio:

I lavoratori della scuola, studenti, ricercatori universitari e genitori manifestano in 30 città italiane per chiedere l’abrogazione delle leggi Moratti e in difesa della scuola pubblica.

 17 febbraio:

La Commissione Istruzione del Senato, presieduta da Franco Asciutti di Forza Italia, prepara un documento in cui chiede al governo di rivedere alcune parti del decreto alternanza scuola-lavoro

 18 febbraio:

I sindacati di categoria Cgil Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione di tutto il personale e chiedono l’avvio della procedura conciliativa

 19 febbraio

Il Forum delle Scuole Milanesi e Rete Scuole (www.retescuole.net) organizzano una manifestazione di protesta contro la riforma Moratti a cui partecipano 5.000 persone

 23 febbraio:

Le segreteria di Cgil, Cisl e Uil e le categorie del pubblico impiego e della scuola confermano la giornata di sciopero generale per il 18 marzo. Motivazioni dello sciopero: il rinnovo dei contratti scaduti da ben oltre 15 mesi e la previdenza complementare dei pubblici dipendenti

 25 febbraio:

Cobas, Unione degli Studenti e insegnanti aderiscono allo sciopero proclamato dai sindacati per il 18 marzo.

L’astensione dal lavoro riguarderà, oltre ai dipendenti pubblici, il mondo della scuola e dell’università, anche i lavoratori della ricerca e dell’Enea, dell’alta formazione artistica e musicale.

 Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Moratti, approva uno schema di decreto sulla formazione dei docenti della scuola dell’infanzia, del primo e secondo ciclo e le modalità di accesso ai ruoli per gli insegnanti delle scuole superiori. In estrema sintesi, il percorso formativo prevede una preselezione nazionale a numero programmato e ripartito su base regionale, la frequenza del corso di laurea magistrale con periodi di tirocinio e stage anche all’estero e infine un esame di stato con valore abilitante.

 

Scuola, dalle elementari all’università un forte NO alla riforma Moratti

 

http://www.cgilscuola.it/moratti/decreto_legislativo_19_febbraio_.htm

(decreto attuativo della riforma Moratti per scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione)

 http://www.polaris.unioncamere.it/notizie/decreti

(decreti attuativi sull’alternanza scuola-lavoro e sul diritto-dovere all’istruzione)

 http://www.albasasso.it/info/leggedelega.asp

(sito della parlamentare Ds Alba Sasso)

 http://www.cgilscuola.brianzaest.it/DecretoM.htm

(documenti dalla Cgil scuola Brianza Est)

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