![]() |
|
Università, i rettori rompono le trattative con la Moratti La
Crui chiede di non cancellare la figura del ricercatore, di finanziare
i contratti di ricerca, di incrementare il Fondo ordinario universitario
del 10%. Il
testo del disegno di legge è ora in Commissione Cultura della Camera e
dovrebbe approdare in aula il prossimo 8 marzo. Da
gennaio, in vista della seduta già calendarizzata alla Camera per il 21
febbraio, la discussione sul disegno Moratti si è fatta più accesa e il
confronto più serrato, fino all’epilogo odierno della rottura delle trattative
tra i rettori italiani e il Ministero dell’Istruzione. Il
Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge contenente disposizioni
urgenti per l’Università e la ricerca. Il decreto prevede la riduzione
da tre a un anno per la conferma dei ricercatori e chiede agli atenei
di comunicare i piani triennali delle assunzioni entro il 31 marzo. Il
ministro Moratti chiede in una nota inviata ai rettori delle Università
statali di sospendere tutti i concorsi, per consentire l’elaborazione
dei piani triennali di assunzioni. Il
Coordinamento nazionale ricercatori universitari (Cnru) annuncia un pacchetto
di iniziative di lotta: blocco di tutte le attività universitarie dal
21 al 26 febbraio, sit-in davanti al Parlamento il 21 febbraio e partecipazione
alla manifestazione già indetta del 2 marzo. Il
Cnru respinge il documento della Crui sullo stato giuridico della docenza. Le
organizzazioni della docenza (Adu, Andu, Apu, Cisal-università, Cnru,
Cnu, Firu, Flc-Cgil, Snals-università, Sun, Uilpa-Ur) chiedono a tutti
i presidenti dei gruppi parlamentari un incontro urgente sul ddl sullo
stato giuridico dei docenti. La
delegazione dei ricercatori universitari del Cnru incontra il comitato
di Presidenza della Conferenza dei rettori: si trovano punti di contatto
e la Crui si mostra disponibile a modificare alcuni punti della proposta
sullo stato giuridico. Si
costituisce un gruppo misto fra Crui, Cun e Conferenze dei Presidi per
valutare congiuntamente la proposta sullo stato giuridico dei docenti. Le
12 sigle che riuniscono le organizzazioni della docenza confermano l’adesione
alla manifestazione nazionale e proclamano per il 2 marzo lo sciopero
dei docenti. I
ricercatori dell’Università della Calabria decidiono di attuare il blocco
di tutte le attività didattiche a partire dal 14 febbraio. La
Crui dice no al blocco dei concorsi, ribadisce l’impossibilità degli atenei
di definire programmi triennali di spesa in assenza di una corrispettiva
programmazione degli investimenti da parte del Governo e chiede un progetto
organico di riforma da attuare mediante un disegno di legge ordinaria
e non con legge-delega. Petizione
online contro il ddl Moratti per il riordino dello stato giuridico dei
docenti. In tre giorni raccolte 5mila firme. Il
ministro Moratti annuncia che la riforma dell’Università sarà portata
in aula in due tronconi: metà legge ordinaria e metà legge delega. Inizia
l’iter parlamentare del ddl Moratti. Il relatore Mario Pepe propone emendamenti
che riscrivono sostanzialmente la legge. La legge dovrà tornare in Commissione
Cultura. Giornata
di mobilitazione in tutte le Università italiane. Occupazioni
dei rettorati da parte dei docenti a Perugia, Bari, Lecce, Palermo, Roma,
Milano, Salerno, Napoli, Cagliari, Ancona, Torino, Cosenza. Sit-in
di ricercatori e precari davanti a Montecitorio. La
Crui dice no al maxiemendamento della maggioranza sul ddl Moratti Contestazioni
all’apertura dell’anno accademico a Venezia. Studenti e ricercatori hanno
rappresentato con una bara di cartone la “morte dell’Università pubblica”.
La protesta è stata ben accolta e pubblicamente appoggiata dal rettore
di Cà Foscari. Forte
adesione allo sciopero dell’Università in tutta Italia. A
Milano una catena umana di ricercatori circondano l’Università Statale. La
Crui esprime piena sintonia con i motivi della protesta. Piero
Tosi, presidente della Crui, al termine dell’incontro con il Ministro
Moratti dichiara che il dialogo è compromesso e inevitabilmente interrotto. |