Università, i rettori rompono le trattative con la Moratti

 “Il dialogo è compromesso e inevitabilmente interrotto”. Così Piero Tosi, presidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane, ha concluso l’incontro di ieri (3 marzo) con il ministro Moratti per discutere il disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari.

La Crui chiede di non cancellare la figura del ricercatore, di finanziare i contratti di ricerca, di incrementare il Fondo ordinario universitario del 10%.

Il testo del disegno di legge è ora in Commissione Cultura della Camera e dovrebbe approdare in aula il prossimo 8 marzo.

 Lo strappo dei rettori è solo l’ultimo, e il più netto, segnale di malessere dell’Università italiana, che negli scorsi mesi ha manifestato su tutto il territorio italiano una forte insoddisfazione per le ipotesi di riforma avanzate dal ministro Moratti. Già dal mese di settembre e ottobre scorsi, di fronte all’ipotesi di un’accelerazione dei lavori, la Crui aveva chiesto di sospendere l’iter del provvedimento, perché il testo aveva scatenato incertezze e timori in tutto il mondo accademico.

Da gennaio, in vista della seduta già calendarizzata alla Camera per il 21 febbraio, la discussione sul disegno Moratti si è fatta più accesa e il confronto più serrato, fino all’epilogo odierno della rottura delle trattative tra i rettori italiani e il Ministero dell’Istruzione.

 21 gennaio:

Il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge contenente disposizioni urgenti per l’Università e la ricerca. Il decreto prevede la riduzione da tre a un anno per la conferma dei ricercatori e chiede agli atenei di comunicare i piani triennali delle assunzioni entro il 31 marzo.

 27 gennaio:

Il ministro Moratti chiede in una nota inviata ai rettori delle Università statali di sospendere tutti i concorsi, per consentire l’elaborazione dei piani triennali di assunzioni.

 28 gennaio:

Il Coordinamento nazionale ricercatori universitari (Cnru) annuncia un pacchetto di iniziative di lotta: blocco di tutte le attività universitarie dal 21 al 26 febbraio, sit-in davanti al Parlamento il 21 febbraio e partecipazione alla manifestazione già indetta del 2 marzo.

Il Cnru respinge il documento della Crui sullo stato giuridico della docenza.

 1 febbraio:

Le organizzazioni della docenza (Adu, Andu, Apu, Cisal-università, Cnru, Cnu, Firu, Flc-Cgil, Snals-università, Sun, Uilpa-Ur) chiedono a tutti i presidenti dei gruppi parlamentari un incontro urgente sul ddl sullo stato giuridico dei docenti.

 2 febbraio:

La delegazione dei ricercatori universitari del Cnru incontra il comitato di Presidenza della Conferenza dei rettori: si trovano punti di contatto e la Crui si mostra disponibile a modificare alcuni punti della proposta sullo stato giuridico.

 3 febbraio:

Si costituisce un gruppo misto fra Crui, Cun e Conferenze dei Presidi per valutare congiuntamente la proposta sullo stato giuridico dei docenti.

 4 febbraio:

Le 12 sigle che riuniscono le organizzazioni della docenza confermano l’adesione alla manifestazione nazionale e proclamano per il 2 marzo lo sciopero dei docenti.

I ricercatori dell’Università della Calabria decidiono di attuare il blocco di tutte le attività didattiche a partire dal 14 febbraio.

La Crui dice no al blocco dei concorsi, ribadisce l’impossibilità degli atenei di definire programmi triennali di spesa in assenza di una corrispettiva programmazione degli investimenti da parte del Governo e chiede un progetto organico di riforma da attuare mediante un disegno di legge ordinaria e non con legge-delega.

 15 febbraio:

Petizione online contro il ddl Moratti per il riordino dello stato giuridico dei docenti. In tre giorni raccolte 5mila firme.

 17 febbraio:

Il ministro Moratti annuncia che la riforma dell’Università sarà portata in aula in due tronconi: metà legge ordinaria e metà legge delega.

 21 febbraio:

Inizia l’iter parlamentare del ddl Moratti. Il relatore Mario Pepe propone emendamenti che riscrivono sostanzialmente la legge. La legge dovrà tornare in Commissione Cultura.

Giornata di mobilitazione in tutte le Università italiane.

Occupazioni dei rettorati da parte dei docenti a Perugia, Bari, Lecce, Palermo, Roma, Milano, Salerno, Napoli, Cagliari, Ancona, Torino, Cosenza.

 22 febbraio:

Sit-in di ricercatori e precari davanti a Montecitorio.

 24 febbraio:

La Crui dice no al maxiemendamento della maggioranza sul ddl Moratti

 28 febbraio:

Contestazioni all’apertura dell’anno accademico a Venezia. Studenti e ricercatori hanno rappresentato con una bara di cartone la “morte dell’Università pubblica”. La protesta è stata ben accolta e pubblicamente appoggiata dal rettore di Cà Foscari.

 2 marzo:

Forte adesione allo sciopero dell’Università in tutta Italia.

A Milano una catena umana di ricercatori circondano l’Università Statale.

La Crui esprime piena sintonia con i motivi della protesta.

 3 marzo:

Piero Tosi, presidente della Crui, al termine dell’incontro con il Ministro Moratti dichiara che il dialogo è compromesso e inevitabilmente interrotto.

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