IL GRANDE BLUFF

Ricchezza e povertà

Istruzione

Potere d'acquisto

Autonomia finanziaria

Efficienza

Ticket e tasse

Infrastrutture

Spesa del personale

Tariffe del trasporto pubblico

Smog e idrogeno

Rifiuti

 


Dopo 9 anni di governo del centrodestra della Regione la Lombardia è meno competitiva e i lombardi sono più poveri

Il recente rapporto IMD del 2004 sulla competitività delle principali aree a livello mondiale che segnalava una regressione dell’Italia dal 41° al 51° posto, colloca la Lombardia al 29° posto su 30 aree al di sotto dei 10 milioni di abitanti maggiormente sviluppate e 46° su 60 se si considerano le aree con meno di 20 milioni di abitanti, con una perdita in un anno di dieci posizioni. Se si considerano le altre regioni europee possiamo vedere che la Baviera è al 20° posto, la Catalogna al 27°, l’Ile de France al 32° e il Rhone-Alps al 37°, nessuna peggiore di noi.

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La Regione è diventata più debole
I punti di debolezza della nostra Regione sono costituiti dal basso numero di laureati e ridotta spesa pubblica per l’istruzione, dagli scarsi investimenti dall’estero in particolare, da carenti infrastrutture per la mobilità delle persone e delle merci, dalla non equa tassazione delle persone e delle imprese, dalle scarse risorse per innovazione e ricerca (1% del PIL rispetto al 2% dell’UE e al 3% di regioni europee che competono con noi). C’è poi il problema demografico che fa sì che su 100 giovani che entrano nel mercato del lavoro, 136,5 sono i lavoratori che escono.

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Cade il potere d’aquisto: Formigoni aumenta l’Irpef e introduce i Ticket sui farmaci
Oltre al tema della competitività c’è il problema del sostegno alla domanda. Purtroppo, finora la Lombardia ha assunto provvedimenti, in campo fiscale soprattutto, che hanno comportato un impoverimento dei lombardi e una impossibilità a difendere il potere d’acquisto da parte delle famiglie. L’introduzione dei ticket sui farmaci e l’aumento dell’addizionale IRPEFe tariffe pubbliche, ad esempio hanno tolto e tolgono ogni anno dalle tasche dei lombardi oltre 600 milioni di euro che non possono essere destinati ai consumi.

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Le agenzie internazionali bocciano la Lombardia
Inoltre l’arresto del processo di autonomia finanziaria regionale iniziato dai Governi di centrosinistra ed il peggioramento dei conti pubblici nazionali e regionali hanno portato la Lombardia a passare da un rating AA+ ad AA- .

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La Regione aumenta le proprie inefficienze
Le spese correnti e per rimborso prestiti sul totale delle spese autonome passano dal 73,6% al 74,4%. La capacità di impegno delle spese in conto capitale diminuisce passando dal 37,9% al 34,2%, facendo sì che su 4.612,3 mln di euro stanziati per investimenti nel 2003 solo 1.576,6 sono stati impegnati.
Il rischio vero è che nonostante le dichiarazioni del presidente Formigoni sul rilevante aumento delle somme stanziate per investimenti, queste somme rimangano per lo più sulla carta.

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Ticket e Tasse: quanto costa ai cittadini curarsi in Lombardia
L'introduzione dei ticket farmaceutici è costata nel 2003 ai cittadini lombardi 168 milioni di euro e, con queste nuove esenzioni, in vigore dal 1° ottobre prossimo, l'esborso, nel 2004, sarà di 160 milioni di euro. Ci sarà dunque una riduzione di spesa a carico dei malati cronici di poco più di 15 milioni di euro nel 2004 e di circa 65 milioni di euro per il 2005, stando alle stime dell'assessorato. Nel 2003 si è raggiunto il pareggio di bilancio solo grazie ai ticket farmaceutici, pronto soccorso, superticket su esami e prestazioni (190 milioni) e addizionale Irpef (330 milioni).

Dal gennaio 2004 sono in vigore esenzioni al ticket per disoccupati e pensionati indigenti. Alla loro introduzione Formigoni aveva annunciato una diminuzione dell'introito da ticket per 50 milioni di euro, passando dai 168 del 2003 a circa 120. I dati invece dimostrano che la previsione era sbagliata. La spesa lorda per farmaci nei primi otto mesi dell'anno è cresciuta del 10,3%, l'importo dei ticket, nonostante le esenzioni, è cresciuto dello 3,1%.

 

2002
2003
2004
gen-ago
Stima 2004
Spesa farmaceutica territoriale
1.771
(13,9%)
1.539
(11,7%)
1.150
1.725
Ticket
0
168
116
160(1)
Addizionale Irpef
330
330
330
Spesa farmaceutica a carico dei cittadini
Lombardia

37,4%
(+3,9)(2)

45,6%
(+7,2) (2)
Italia
33,5%
38,4%

in milioni di euro
1) stima calcolata con introduzione dell’esenzione per malati cronici dal 1° ottobre 2004
2) differenza percentuale sulla media nazionale
Fonti: Regione Lombardia, Federfarma Lombardia, CERGAS

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Infrastrutture nessuna opera realizzata. In cambio Formigoni offre i sogno del piano regionale delle infrastrutture da 62,8 miliardi di Euro
Con il documento di programmazione economico finanziara regionale si è approvato un piano decennale delle infrastruttura con l’astronomica cifra di 62,8 miliardi di Euro.
Le risorse stanziate dalla regione per finanziare il piano ammontano a 687,4 milioni di Euro, pari al all’1,09%, le altre risorse disponibili ammontano a 7, 5 miliardi di Euro, pari al 11,94%.
A conclusione della legislatura il Presidente Formigoni può vantare di aver dotato la lombardia di un piano per le infrastrutte di 62,8 miliardi di Euro, finanziato per il 12%, con un contributo della regione dell’1% e di aver realizzato zero interventi.

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La spesa del personale della macchina regionale non diminuisce
Il Presidente Formigoni ha detto di aver ridotto da 5000 a 3500 unità i dipendenti della Giunta regionale.
La modifica della pianta organica dipende essenzialmente da due fattori; uno non dipendente dalla regione e riguarda l’attuazione delle leggi nazionali sul decentramento amministrativo delle funzione, dal trasferimento delle competenze alle province ed ad altre amministrazioni, la formazione con circa 750 insegnanti ed altri trasferiti all’ARPA, agli ISU, i cui costi restano sul bilancio regionale in capitolo diversi. L’altro è il prodotto dell’esternalizzazione di molte funzioni proprie dell’amministrazione. Le spese di funzionamento dell’ARPA superano i 500 milioni di euro.
Nonostante il ridimensionamento della macchina regionale la spesa non varia sensibilmente ed ad essa vanno aggiunti i costi delle funzioni esternalizzate, che solo nel campo dei servizi informatici costa alcune decine di milioni di Euro.
L’amdamento della spesa del personale, analizzata nelle sue componenti essenziali si attesta sui 200 milioni di Euro.
204 milioni nel 2001, 204,5 nel 202, 202 nel 203, con un decremento nel periodo dell 1,21%.
Un’analisi più attenta ci mostra come il costo del personale di fascia media passa dai 74,834 milioni del 2001 ai 64, 750 del 2003,
Mentre si incrementata la renumerazione delle funzione medio alte che passano dai 47,8 milioni di euro agli attuali 52. Con un profondo incremento della parte variabile.
L’altro fronte della spesa del personale in controtendenza e rappresentato dal trattamento del personale non dipendente e dall’agenzia stampa, il cui peso economico passa da 18,2 milioni di euro del 2001 ai 21 del 2003.

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Tariffe più alte: le bugie di Formigoni
Il settore del trasporto pubblico locale e ferroviario regionale che interessa milioni di pendolari è stato particolarmente curato dalla giunta Formigoni. Infatti dopo l’aumento dell’aprile 2002 che era stato superiore al 20% sulle tratte maggiormente frequentate dai pendolari. Il primo agosto di quest’anno è stata abolita la tessera di libera circolazione per i pensionati – a proposito della festa dei nonni – e per gli invalidi, mentre il primo settembre la Giunta ha annunciato un nuovo incremento delle tariffe superiore al 2%. Come è possibile vedere dal prospetto la Lombardia ha tariffe superiori alle altre Regioni a noi confinanti governate sia dal centrosinistra sia a quelle governate dal centrodestra.

Tariffe regionali a confronto
Fasce chilometriche Lombardia % Emilia Romagna % Veneto  
40-50 corsa semplice € 3,4 100 € 2,9 85,29 € 3 88,24
80-90 corsa semplice € 5,2 100 € 4,7 90,38 € 4,65 89,42
40-50 abb. mensile € 57 100 € 48,4 84,91 € 49,8 87,37
80-90 abb. mensile € 71,5 100 € 63,7 89,09 € 62,4 87,27



Per 1 euro speso da un utente in Lombardia, in Emilia si spendono 85,29 centesimi, in veneto 88,24 per i biglietti a corsa semplice. Per gli abbonati per ogni euro speso dai pendolari lombardi in Emilia se ne spendono 84,9 centesimi, in veneto 87,3. Le tariffe sono mediamente più basse del 12,58% in Emilia e dell’11,93% in Veneto.

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Smog e idrogeno
Dal 2005 in Lombardia saranno immatricolate solo auto a idrogeno. E anche le Olimpiadi del 2016, se dovessero toccare alla nostra Regione, saranno realizzate in una Lombardia alimentata con il combustibile del futuro.
La prima è la più clamorosa delle promesse non mantenute da Formigoni. Per la seconda Formigoni ha più tempo per essere smentito, anche se speriamo che per il 2016 l’idrogeno sia un’alternativa ai combustibili inquinanti finalmente consolidata.
Anche sulle politiche contro lo smog quelle di Formigoni sono state spesso parole al vento: la delibera per il contenimento delle polveri fini (Pm10) da due anni è una barzelletta: l’eliminazione dei blocchi di fronte ad alti livelli di smog è il provvedimento più grave. Le auto a minori emissioni (metano, gpl ecc) sono ancora poca cosa, anzi il loro numero è pesantemente calato in Lombardia, nonostante i proclami del presidente.

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Rifiuti: i passi indietro della Lombardia nella raccolta differenziata
Formigoni negli ultimi mesi, nonostante i suoi proclami ambientalisti, ha adottato delle misure che rischiano di vanificare lo sforzo di centinaia di Comuni lombardi, da anni in testa alle classifiche nazionali per percentuali, quantità e qualità della raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio. Passando sopra all’accordo di programma stipulato con i comuni, le associazioni e i cittadini, ha autorizza l’incremento delle quantità di rifiuti da termodistruggere senza tener conto delle compatibilità ambientali degli impianti e dei territori. Come è gia successo con il termodistruttore milanese di Silla 2 a Figino (fin quasi a un 50% in più) e con l’autorizzazione per il raddoppio di quello di Parona, in provincia di Pavia, in un’area ad alta vocazione agricola di qualità. Mon si fa niente per favorire la raccolta differenziata, non si aiutano i comuni che la fanno mentre si continua a parlare di altre autorizzazioni per il potenziamento dei termodistruttori esistenti e di nuovi.