| I
documenti
Il
fatto
La vicenda
Oil for Food rimane un'ombra incombente sulla Presidenza della Regione.
La recente iscrizione al registro degli indagati del segretario personale
di Formigoni, Fabrizio Rota, aggrava
la posizione dei protagonisti della vicenda.
Proviamo
a ricostruire con ordine questa complicata storia.
Il programma Oil-for-food viene inaugurato dall’Onu nel 1996 e, nelle
sue intenzioni, avrebbe dovuto permettere all'Iraq, paese fiaccato da
anni di sanzioni, di vendere petrolio in cambio di forniture umanitarie,
cibo e medicinali.
Il guaio è che questi trattative spesso non si sono attuate alla
luce del sole e sono state occasione di favoritismi nei confronti di politici
e società internazionali ritenute “amiche” del regime. Il programma
Oil for Food si è trasformato in un "affare" modiale
per imprenditori di tutto il mondo che, grazie a trattamenti di privilegio,
hanno potuto aggiudicarsi queste forniture a prezzo di sconto.
Nel 2004 l’Onu ha istituito un’apposita commissione d’inchiesta, presieduta
dall’ex capo della Federal Reserve, Paul Volcker, per fare chiarezza su
queste trattative. Il rapporto, datato 27 ottobre 2005, conferma decisamente
un'ampia rete di corruzione internazionale.
Dai giornali si apprende che le aziende coinvolte a livello mondiale sono
oltre 2.200 e di queste circa 122 sono italiane (il
Sole 24 ore del 28 ottobre 2005). Il documento Report
on program manipulation dedica un intero capitolo al caso-Formigoni.In
sostanza si afferma che al Presidente della Lombardia, o meglio, alle
società da lui indicate, sarebbero stati assegnati 24,5 milioni
di barili di greggio a prezzi decisamente “competitivi”.
Secondo Claudio Gatti (inchiesta
del Sole 24 ore, 28 gennaio 2004) e Mark Turner del Financial
Times, lo sconto concesso dalla Somo (la compagnia di Stato irachena per
il petrolio) oscillava dai 2 ai 10 centesimi di dollaro a barile.Si calcola
che l'affare avrebbe permesso alle società "segnalate"
da Formigoni di fare guadagni per milioni di dollari.
Ma quali sono stati i criteri di scelta per le società indicate
al regime? Quale credenziale migliore dell'amicizia?Manco a dirlo le persone
favorite da queste trattative sono molto vicine al Presidente della Regione
Lombardia. Il Presidente Formigoni avrebbe indicato tramite lettera (consultabile
a pagina 6 del Rapporto Onu)
al numero due iracheno, Tareq Aziz, le società a cui assegnare
la fornitura di greggio:una di queste, la Cogep, fa capo ai Catanese.
Questa famiglia di imprenditori non è nuova alle cronache giudiziarie:
negli anni ottanta furono coinvolti in pieno nello scandalo dei petroli
(o scandalo dei 2000 miliardi) che si configurava nella mega-evasione
ai danni del fisco dell'accisa (tassa statale prevista per la produzione
e il trattamento dei prodotti petroliferi) e l'immissione di ingenti quantitativi
di carburante in una fitta rete di contrabbando. Nonostante il passato
poco limpido di questa famiglia, Marco Mazzarino
De Petro, amico di Formigoni e personaggio chiave nell’organizzazione
di queste trattative (e indagato per corruzione internazionale), accompagnò
personalmente i dirigenti della società italiana in Iraq per la
firma del contratto con il Regime di Saddam. Formigoni si difende dalle
accuse rivelando intrighi internazionali, confessando di essere vittima
prima di un “complotto della Cia” e poi identificando i suoi persecutori
in alcuni “mandanti italiani”.
L e indagini hanno dimostrato(il
Manifesto, 11 febbraio 2005) , che la Cogep (che dall’affare
Oil for Food ebbe un bel guadagno), oltre che pagare somme a funzionari
iracheni (denaro che la società motiva come una tassa obbligatoria
richiesta dal Regime), ha versato ingenti quantità di denaro nei
conti correnti di una società off-shore di nome Candonly. Quest'ultima
mostra una conformazione piuttosto complessa, ha tre sedi in diversi paesi
europei e a capo di essa vi è un prestanome inglese. La domanda,
come diceva un noto conduttore italiano, sorge spontanea: chi si nasconde
in realtà dietro la Candonly? C’è chi fa il nome dell’amico
fraterno di Formigoni, Mazzarino De Petro, ma il condizionale è
d’obbligo in questi casi. Arriviamo, così, all'ultimo colpo di
scena nella vicenda: da una perquisizione negli uffici dell’industriale
Saverio Catanese i magistrati hanno scoperto un fax che Fabrizio Rota
ha inviato a Marco Mazzarino De Petro. Con questa prova il cerchio si
chiude, i personaggi sono al loro posto, i ruoli sono chiari. Leggiamo
da Repubblica (28
marzo 2006): “Dal documento sequestrato Rota disegna uno
schema di partecipazione di Candonly in Cogep.” Con questa prova la procura
ha la conferma che le due società sono legate e “che i soldi passati
da una all’altra erano la distribuzione degli utili”. Nonostante le evidenze
e i capi d’accusa pendenti sui suoi più stretti collaboratori il
Presidente della Regione Lombardia in tutti questi anni si è limitato
a dichiarare di essere andato in Iraq soltanto per “liberare 300 ostaggi
italiani cola' detenuti e della cui sorte nessuno si interessava”. Non
da meno sarebbe la polemica riguardo la (non) competenza istituzionale
del Presidente della Regione Lombardia negli affari internazionali. Come
espresso dall’onorevole Pierluigi Mantini, mediante interpellanza parlamentare
in data 17/2/2005, “Il cosiddetto programma Oil for Food” deliberato dall’Onu,
è un atto internazionale, la cui esecuzione compete agli stati,
non alle regioni – e inoltre – la società beneficiaria dell’attività
di promozione di affari di Formigoni è la Cogep, che ha sedi operative
a Genova e Alessandria, che non può essere considerata società
lombarda”. Formigoni, in sintesi, ha fatto siglare i contratti da un suo
stretto collaboratore e coinvolgendo società “amiche” (qui è
riuscito anche a compiere una violazione nella violazione: leggi del libero
mercato e della concorrenza imporrebbero dei bandi e informazioni pubbliche)
al capo delle quali siedono indagati e procurando a tutti i personaggi
coinvolti guadagni stratosferici, senza il benché minimo potere
istituzionale. E’ difficile fare di peggio. Ma forse tutto questo non
era sufficiente nemmeno per comparire su un telegiornale regionale (Ansa,
28 marzo 2006). Per ogni evenienza “Obelix”(uno yacht di
15 metri e 400 cavalli e una portata di 15 persone acquistato dalle famiglie
Formigoni, Rota e De Petro) è li, ancorato al porto di Lavagna
e difficilmente, date le premesse, resterà a corto di carburante...
Fabrizio
Rota è da anni il braccio destro del Governatore Formigoni
con il quale condivide anche l’anno di nascita (il ’47) e suo amico inseparabile.
Ciellino doc, Rota è conosciuto come colui che organizza tutte
le relazioni pubbliche del Presidente della Lombardia, prepara gli incontri
ed il lavoro di tutta la sua segreteria politica. Noto negli ambienti
politico-giornalistici per la sua riservatezza e poca attitudine all’apparire
tanto da guadagnarsi l’appellativo di “eminenza grigia di Formigoni”.
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Il
28 maggio dell’82, il tribunale di Milano condannò per contrabbando
internazionale, i tre fratelli Natalio, Vittorio e Saverio Catanese
e un loro cugino, Bruno Catanese coinvolti nello “Scandalo dei petroli”.
Natalio, che ora è titolare della Cogep, all’epoca era un broker
che come il resto della famiglia faceva affari nel commercio petrolifero.
Le sue responsabilità erano più defilate perché non
aveva cariche dirette nelle società di famiglia, mentre la condanna
più pesante colpì Saverio Catanese, (sette anni e sei mesi
e a 35 milioni di multa, gli altri membri della famiglia se l’erano cavata
con condanne minori) socio di varie imprese petrolifere tra cui la Ifi,
coinvolta nello scandalo. Vittorio e Antonio Catanese, , membri autorevoli
della stessa famiglia, figurano tra i “padri fondatori” della Compagnia
delle Opere della quale fa parte lo stesso Formigoni.
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al fatto
Marco
Mazzarino De Petro, cinquantunenne disinvolto uomo d’affari
ha un lungo e variegato curriculum, condito da un buon numero di episodi
poco limpidi. Ex deputato Dc, comincia a muovere i primi passi come sindaco
di Chiavari, costretto poi a dimettersi nel 1987 in seguito a una faccenda
di appalti pubblici. Come il suo amico e confidente, Roberto Formigoni,
De Petro è stato tra i primi iscritti a Comunione e Liberazione
e al Movimento Popolare. Proprio Formigoni l’avrebbe, poi, messo alla
testa di Avionord, una società della Regione che si occupa di servizi
di trasporto aereo. Il “nostro” sarebbe stato costretto a dimettersi (di
nuovo) per «non generare ricadute negative per l’azienda»
dopo una storia di tangenti in cui sarebbe coinvolto. Secondo Il Sole
24 Ore un giro di prestanomi dietro la Candonly (società offshore
nella quale confluirebbero tutti i guadagni provenienti dallo sfruttamento
del progetto Oil for Food) in realtà nasconderebbe Marco De Petro,
il quale però smentisce. Il nome di Marco Mazzarino De Petro è
uno dei più ricorrenti nel rapporto stilato dall’Onu che indaga
sui reati che si celano dietro il programma “Oil for Food”.
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al fatto
RAI:
UNIONE, PETRUCCIOLI VALUTI CENSURA DEL TG3 LOMBARDIA
CARRA, CALZOLAIO, SODANO: MANCATA NOTIZIA SU OIL FOR FOOD
(ANSA) - ROMA, 28 mar - ''Il presidente Petruccioli valuti la
vicenda del Tg3 Lombardia per capire chi ha deciso di non dare
la notizia sull'inchiesta Oil for Food, provocando danni agli
utenti e dequalificando l'informazione del servizio pubblico''.
Lo chiedono, in una nota, i parlamentari Enzo Carra
(Margherita), Valerio Calzolaio (Ds), Tommaso Sodano
(Rifondazione Comunista), a proposito delle polemiche sul Tg3
Lombardia che a loro avviso non ha dato notizia dell'iscrizione
nel registro degli indagati per l'inchiesta 'Oil for Food' di
uno stretto collaboratore del governatore Formigoni.
''Il fatto che il Tg3 Lombardia non abbia dato notizia
dell'iscrizione nel registro degli indagati di uno stretto
collaboratore di Formigoni - aggiungono in una nota congiunta -
ferma restando la presunzione di innocenza, la dice lunga sul
clima che si respira in Rai. Non rendere conto di una vicenda
cosi' importante e' non solo irrispettoso verso il pubblico che
ha il diritto di essere informato, ma anche verso i tanti
professionisti che lavorano nell azienda. Non e' accettabile che
il servizio pubblico si presti ad essere strumento di una parte
politica nascondendo le notizie. Il vertice dell azienda faccia
chiarezza su questa vicenda''.(ANSA).
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al fatto
I
documenti
dal
Report on Programme Manipulation - chapter 2 - Oil Transactions and Illicit
Payments
dal
gruppo
Interpellanza
del 3 novembre 2005
Lettera al Presidente del Consiglio
regionale Attilio Fontana del 10 marzo 2005
Richiesta formale di documentazione
del 16 febbraio 2005
Mozione urgente 732
del 14 febbraio 2005
Mozione
urgente 691 del 13 ottobre 2004
Mozione
urgente 638 del 22 aprile 2004
Interrogazione
2389 del 28 gennaio 2004
Tutta
la documentazione prodotta dal gruppo sull'argomento durante la scorsa
legislatura
TUTTA
LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DAL GRUPPO SULL'ARGOMENTO
dall'Aula
consiliare
seduta
del 19/10/2004
Intervento di Pierangelo Ferrari
Intervento di Giulio Boscagli
(FI)
Votazione finale
seduta
del 9/11/2004
Pierangelo Ferrari e Roberto
Formigoni
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Il Sole 24 ore del 13 aprile 2004
Diario della settimana del 29
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Il Sole 24 ore del 8 ottobre 2004
Il Sole 24 ore del 26 ottobre 2004cd
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Financial Times del 9
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