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Milano,
28 settembre 2005
Sanità
lombarda, l'Unione scende in piazza
Sarfatti: "impossibilitati a discutere all'interno del
Consiglio regionale i problemi della sanità, i consiglieri dell’Unione
incontreranno direttamente i cittadini"
Davanti
al Niguarda lunedì mattina per denunciare i problemi della sanità
lombarda. È quanto i consiglieri regionali dell’Unione hanno
deciso questa mattina durante la riunione convocata dal coordinatore
Riccardo Sarfatti.
L’iniziativa
risponde alla grave decisione da parte della maggioranza di Centrodestra
di rinviare la discussione in Aula sui problemi della sanità
lombarda, che fanno da sfondo alla crisi tra Formigoni e l’ex assessore
leghista Cè.
“Per
il centrodestra è un problema di potere e di assessorati – dichiara
Riccardo Sarfatti - ma rimangono sul piatto le questioni vere della
sanità. La nuova spartizione in atto tra le forze del centrodestra
non modifica il fatto che i cittadini lombardi pagano il ticket a differenza
della maggioranza dei cittadini italiani e versano una delle addizionali
Irpef più alte d’Italia. I tempi di attesa sono ancora lunghi
anche per esami importanti, gli anziani pagano costi inammissibili senza
avere servizi adeguati, mentre le logiche di gestione introdotte con
la legge ‘97 riproducono un sistema burocratico, clientelare, costoso,
non aderente alle necessità dei cittadini né all’ efficienza
e qualità del servizio”.
Così
i Consiglieri dell’Unione della Regione Lombardia, impossibilitati a
discutere all’interno Consiglio regionale i problemi della sanità,
incontreranno direttamente i cittadini, davanti all’ospedale Niguarda,
luogo emblematico della sanità lombarda per riaffermare la volontà
dell’opposizione di dare una soluzione concreta.
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Milano,
3 ottobre 2005
L’Unione: ”In regione Lombardia c'è una crisi innegabile, quella
della democrazia"
Si è svolta stamane all’ingresso dell’Ospedale Riguarda un presidio
organizzato dall’Unione per denunciare l’inaccettabile situazione della
sanità lombarda.
Erano
presenti i Consiglieri dell’opposizione in Regione.
Il 28 settembre, per iniziativa dell’opposizione, ma in accordo con
la maggioranza, il presidente Formigoni avrebbe dovuto spiegare in Consiglio
le ragioni della sospensione di Cè da assessore alla sanità
della Regione Lombardia e la conseguente frattura con la Lega. Ma il
giorno prima Boscagli, capogruppo di Forza Italia, ha chiesto di sconvocare
il Consiglio e la richiesta è stata accolta dal Presidente del
Consiglio Regionale.
“Questo modo di governare è in contrasto con i principi della
democrazia e rende precario il funzionamento dell’istituzione,” - ha
affermato Riccardo Sarfatti coordinatore dell’Unione in Lombardia. -
Ne è dimostrazione il fatto che il Consiglio, dall’inizio della
terza legislatura in aprile, si è riunito soltanto 4 volte rispetto
ad una media tre volte superiore delle altre regioni italiane. Le logiche
di potere sono l’unico carburante che muove la maggioranza che dovrebbe
governare questa regione.
Il Presidente della Regione evita il confronto in aula e la sua maggioranza
vacilla sotto i colpi della guerra di potere fra Forza Italia e Lega.
E così il Consiglio regionale, luogo di confronto e dibattito
democratico, è paralizzato e non ha ancora discusso e approvato
i documenti di programmazione economica e finanziaria che dovevano essere
approvati entro il 31 luglio.
Formigoni vorrebbe un’opposizione rassegnata e immobile. Ma l’Unione
ha troppo a cuore l’interesse dei cittadini che rappresenta per accettare
questo stato di cose e chiudersi nelle sue stanze. Per questo ha scelto
anche di scendere in piazza e lo fa qui, davanti all’ospedale Niguarda,
luogo simbolo della sanità lombarda.”
I Consiglieri dell’Unione sono concordi nel denunciare una situazione
inaccettabile, inadatta a rispondere con efficacia alle esigenze dei
cittadini in materia di sanità.
"La
sanità pubblica si dovrebbe occupare prima di tutto di chi è
in maggiore difficoltà, portando aiuto e sollievo alle famiglie,
aggiunge Maria Grazia Fabrizio, consigliere regionale della Margherita.
- Per questo ci stiamo impegnando per ottenere la costituzione di un
Fondo regionale per la non autosufficienza, in grado di alleviare almeno
in parte i pesanti costi delle rette delle R.S.A. e dell’assistenza
a domicilio."
“La Lombardia è una delle pochissime regioni italiane in cui
si paga il ticket e dove i cittadini pagano un’addizionale regionale
Irpef tra le più alte d’Italia, per avere un sistema che resta
lontano dai bisogni dei cittadini – dichiara Giuseppe Benigni, capogruppo
Ds -. Bisogna riformarlo e portarlo più vicino ai cittadini,
mentre ciò a cui assistiamo è solo lotta di potere”.
“Nella sanità pubblica per fare un’ecografia ci vogliono in media
tre mesi, mentre a chi paga bastano due giorni. Questa è una
sanità che non ci piace. Noi Verdi vogliamo una sanità
di qualità per tutti e non solo per quelli che possono permettersi
di pagare” dice Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Lombardia.
“Oggi - incalza il capogruppo del Prc, Mario Agostinelli - bisogna aspettare
ben 245 giorni per una mammografia. Ma pagando puoi averla in 17 giorni!
Una situazione scandalosa, con tempi di attesa inaccettabili e indegni
di un Paese civile che vuole stare in Europa”.
“In sei mesi l’unica cosa che il Governo Formigoni è riuscito
a fare è una deroga alla legge sulla caccia in materia di peppole
e fringuelli. E il resto?”, si domanda Stefano Zamponi capogruppo dell’Italia
dei Valori.
“Il modello formigoniano della sanità, spacciato per uno dei
migliori, ha introdotto in realtà soprattutto una logica di mercato
- afferma Bebo Storti, capogruppo dei Comunisti Italiani -. Gli ospedali
pubblici perdono competitività per riduzione del personale e
per carenza di investimenti necessari per ammodernamento strutturale
e tecnologico”.
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le agenzie
Omnimilano-SANITA',
A NIGUARDA IN CORSO PROTESTA OPPOSIZIONE REGIONE
(OMNIMILANO)
Milano, 03 ott - "Stiamo facendo consiglio
regionale in ospedale". Lo hanno annunciato, al microfono all'ingresso
dell'ospedale Niguarda, i rappresentanti dell'opposizione dell'assemblea
del Pirellone, che stanno manifestando davanti alla struttura sanitaria
con lo slogan: "Con Formigoni e la Lega anche la democrazia corre
il rischio di
ammalarsi gravemente". A distribuire volantini a pazienti,
familiari e medici, con le scritte "L'Unione si prende cura
della salute" e "La Lombardia l'è malada" sono
il coordinatore dell'opposizione in Regione, Riccardo Sarfatti, il capogruppo
dei Ds, Giuseppe Benigni, e i consiglieri Marco Cipriano e Giuseppe
Civati, il consigliere della Margherita, Maria Grazia Fabrizio, per
Rifondazione Comunista il capogruppo, Mario Agostinelli e il consigliere,
Luciano Muhlbauer, e per i Verdi
il consigliere Marcello Saponaro.
"Il decantato modello lombardo, che avrebbe dovuto garantire la
libertà di scelta per i cittadini - si legge sul volantino in
distribuzione - e la sana concorrenza tra ospedali pubblici e cliniche
private per migliorare la qualità dei servizi e l'abbattimento
delle liste d'attesa, è fallito. E per tutta risposta l'assessorato
alla Sanità è senza guida da più di un mese a causa
dello scontro tra Formigoni e la Lega". (SEGUE).
ago
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Omnimilano-REGIONE,
SARFATTI (UNIONE): "VOGLIAMO SANITA' CON MANI PULITE"
(OMNIMILANO) Milano, 03 ott - "Questa è una nostra risposta
alla linea del centrodestra di attacco alla democrazia. A livello nazionale
cambiano la legge elettorale, in Regione non fanno funzionare l'istituzione
per non fare apparire le loro divisioni interne, senza alcun rispetto
per il ruolo del consiglio". E' quanto ha detto il coordinatore
dell'opposizione in consiglio
regionale, Riccardo Sarfatti, stamani alla manifestazione dei consiglieri
della minoranza in Regione all'ingresso
dell'ospedale Niguarda. Sarfatti, portando un manifesto con lo slogan
"Vogliamo una sanità con le mani pulite", ha aggiunto:
"Vengono violati impegni presi a livello politico e personale,
mentre i problemi veri non vengono affrontati. Noi vogliamo una sanità
trasparente, con le mani pulite - ha spiegato - in cui valga il merito
e non le raccomandazioni. Non ce lo lasciano dire in consiglio regionale,
lo diciamo in questo luogo simbolo della sanità lombarda".
ago
Omnimilano-SANITA', A NIGUARDA IN CORSO PROTESTA OPPOSIZIONE REGIONE
-2-
(OMNIMILANO) Milano, 03 ott - (SEGUE).
"Tagliati 5.400 posti letto. Basta affari con la salute",
"Bossi , Berlusconi, Formigoni: si ammala la democrazia",
"Cè non c'e', noi ci siamo", "Sono in lista d'attesa:
aspetto Formigoni", e ancora "La Lombardia l'e' malada, noi
vogliamo curarla": questi alcuni
degli slogan riportati sui cartelli con cui i consiglieri
regionali hanno presidiato stamani l'ingresso dell'ospedale Niguarda.
"In sei mesi - ha detto il consigliere dei Ds, Giuseppe Civati
- è stata approvata una sola legge, su peppole e prispoloni,
mentre ci sono tante emergenze. E' come se in Lombardia non avessimo
un governo". E il diessino Marco Cipriano: "La maggioranza
passa le giornate nei vertici
convocati per risolvere le crisi interne, noi ci siamo
convocati qui per i problemi dei cittadini". Secondo i
consiglieri in presidio al Niguarda, "il presidente della
Regione evita il confronto in aula - ha spiegato Riccardo
Sarfatti - e la sua maggioranza vacilla sotto i colpi della
guerra di potere fra Forza Italia e Lega. Il Consiglio regionale così
è paralizzato e non ha ancora discusso i documenti di programmazione
economica e finanziaria che dovevano essere approvati entro il 31luglio".
Per questo "l'Unione ha scelto di scendere in piazza", ha
aggiunto, e promette "di portare avanti
con decisione questa battaglia". Il diritto alla salute, secondo
l'opposizione in Regione "si ß fatto più incerto e
- si legge ancora sul volantino - i cittadini pagano di più per
avere meno qualità. La sanità in Lombardia va cambiata".
ago
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Sanita'
lombarda, per l'Unione "l'e' malada"
Milano, 03 OTT (Velino) - "La Lombardia l'e' malada". È
al grido di uno slogan in dialetto milanese che questa
mattina, sotto una pioggia leggera ma tenace, i capigruppo regionali
dell'Unione hanno manifestato davanti all'ospedale Niguarda di Milano,
distribuendo volantini e lanciando accuse alla politica sanitaria della
giunta Formigoni. "Il decantato modello lombardo - attacca l'Unione
- che avrebbe dovuto
garantire la liberta' di scelta per i cittadini e la sana
concorrenza tra ospedali pubblici e cliniche private per
migliorare la qualita' dei servizi e l'abbattimento delle
liste d'attesa, e' fallito. I cittadini, sempre piu' soli, si
avventurano in un percorso a ostacoli alla ricerca delle cure piu' adeguate:
le estenuanti liste d'attesa spingono i malati a pagare le prestazioni
per ottenerle in tempi ragionevoli, le politiche di contrazione della
spesa, di precarizzazione del personale e gli investimenti inadeguati
pesano sulla qualita' dei servizi". Una raffica di critiche per
concludere con un'affermazione decisa: "La sanita' in Lombardia
va cambiata". E i capigruppo in consiglio regionale non mancano
di spiegare come: via i ticket, "da eliminare perche' iniqui e
inefficaci per il controllo della domanda di prestazioni e dei farmaci";
potenziamento e decentramento dei servizi territoriali, "per ridurre
le liste d'attesa"; partecipazione dei Comuni nella programmazione
strategica dei servizi e
nella scelta di destinazione delle risorse; valorizzare la
professionalita' degli operatori "coinvolgendoli nei processi decisionali
e favorendo la loro partecipazione attiva nella ricerca e nella formazione".
Infine, naturalmente, "servono investimenti urgenti per innovare
le tecnologie e adeguare ospedali e ambulatori pubblici". (segue)
(jon)
031427 OTT 05 NNNN
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Omnimilano-PRESIDIO
NIGUARDA, BENIGNI(DS): "SANITA' POCO ATTENTA A BISOGNI"
(OMNIMILANO) Milano, 03 ott - "Mentre Formigoni e la Lega litigano
su chi nominare direttori generali o primari negli ospedali, noi facciamo
presente che i temi della sanità sono altri. Noi vogliamo parlare
di temi concreti". Lo ha detto il capogruppo dei Ds in Regione,
Giuseppe Benigni, stamani alla manifestazione dei consiglieri regionali
d'opposizione davanti all'ospedale Niguarda.
"Vogliamo parlare - ha detto Benigni - di quanto la sanitÖ
gravi sulle tasche dei lombardi e sia sempre meno presente sul territorio.
In Lombardia non ß coså umana e attenta ai bisogni dei cittadini
come dovrebbe".
ago
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LOMBARDIA: UNIONE, IN REGIONE NON C'E' DEMOCRAZIA =
Milano, 3 ott. (Adnkronos)- ''Questo modo di governare e' in contrasto
con i principi della democrazia e rende precario il funzionamento dell'istituzione.
Ne e' dimostrazione il fatto che il Consiglio, dall'inizio della terza
legislatura in aprile, si e' riunito soltanto 4 volte rispetto ad una
media tre volte superiore
delle altre regioni italiane. Le logiche di potere sono l'unico carburante
che muove la maggioranza che dovrebbe governare questa regione''. Lo
ha detto Riccardo Sarfatti, capo dell'Unione in Regione
Lombardia, nel corso di una manifestazione del centrosinistra davanti
all'Ospedale Niguarda.
Per Sarfatti ''Il Presidente della Regione evita il confronto in aula
e la sua maggioranza vacilla sotto i colpi della guerra di potere fra
Forza Italia e Lega. E cosi' il Consiglio regionale, luogo di confronto
e dibattito democratico, e' paralizzato e non ha ancora discusso e approvato
i documenti di programmazione economica e
finanziaria che dovevano essere approvati entro il 31 luglio''. ''Formigoni
vorrebbe un'opposizione rassegnata e immobile. Ma l'Unione ha troppo
a cuore l'interesse dei cittadini che rappresenta per accettare questo
stato di cose e chiudersi nelle sue stanze. Per questo ha scelto anche
di scendere in piazza e lo fa qui, davanti
all'ospedale Niguarda, luogo simbolo della sanita' lombarda'', conclude
Sarfatti. (segue)
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REGIONI:
LOMBARDIA; UNIONE MANIFESTA CONTRO 'SANITA' MALADA'
(ANSA) - MILANO, 3 OTT - 'La sanita' l'e' malada'' e' il
titolo del volantino che il centrosinistra oggi ha distribuito
davanti all'ospedale Niguarda di Milano. E basta questo per spiegare
il motivo della visita di tanti consiglieri regionali dell'Unione che
oggi hanno voluto spiegare ai malati e ai parenti il problema della
sanita' in Lombardia.
Un problema che riguarda i costi alti (con ticket e
addizionale irpef che altre Regioni non hanno), i servizi non sempre
all'altezza (245 giorni per una mammografia), ma anche l'amministrazione
regionale, dopo la sospensione della delega alla Sanita' dell'assessore
leghista Alessandro Ce' che aveva
parlato degli interessi di potere seguiti dal governatore
Roberto Formigoni.
Per parlare di questo, i consiglieri dell'Unione avevano
ottenuto che si tenesse una seduta speciale del Consiglio
regionale, che era fissata per mercoledi' scorso, ma che e'
stata spostata al prossimo su richiesta della maggioranza.
Una rinvio che il centrosinistra ha criticato, decidendo di
scendere in piazza, ad esempio oggi davanti al Niguarda
''simbolo - ha spiegato il portavoce dell'Unione Riccardo
Sarfatti - della sanita' lombarda. Formigoni vorrebbe
un'opposizione rassegnata e immobile, ma abbiamo troppo a cuore l'interesse
dei cittadini che rappresenta per accettare questo stato di cose e chiuderci
nelle nostre stanze''.
Tre mesi per un'ecografia (''ma due giorni - ha detto il
capogruppo dei Verdi Carlo Monguzzi - a pagamento''), 245 per una mammografia
ma 17 a pagamento sono tempi di attesa ''inaccettabili e indegni - ha
sottolineato il capogruppo del Prc Mario Agostinelli - di un Paese civile''.
Con un indebolimento sempre maggiore, secondo il consigliere del Pdci
Bebo Storti - degli ospedali pubblici.
E tutto questo - ha proseguito il capogruppo dei Ds Giuseppe Benigni
- nonostante ticket e addizionale Irpef, senza contare che manca - ha
aggiunto Maria Grazia Fabrizio, consigliere della Margherita - un fondo
per la non autosufficienza che l'opposizione chiede da tempo.
''In sei mesi - ha concluso il consigliere dell'Italia dei
Valori Stefano Zamponi - l'unica cosa che il Governo Formigoni e' riuscito
a fare e' una deroga alla legge sulla caccia in materia di peppole e
fringuelli. E il resto?''. (ANSA).
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