Lenti, sporchi, cattivi. Perché i lombardi sono costretti a viaggiare così?


«Mi sono informato c’è un treno che parte alle 7 e 40…» cantava Lucio Battisti nel 1970. Oggi non ne saremmo tanto sicuri. Tempi duri per il trasporto su rotaia: ritardi, inefficienze e scarsa manutenzione; mancano i finanziamenti e la rete regionale necessita di urgenti interventi di ristrutturazione e rinnovo. L’efficienza del sistema di trasporto ferroviario è l’unico modo per realizzare il sogno di tutte le Amministrazioni: un trasporto pubblico sostenibile che costituisca una valida alternativa all’automobile.

La situazione italiana - I grandi numeri della mobilità lombarda - Il contratto di servizio - Gli ultimi provvedimenti ministeriali - Parola a Trenitalia - Dalla politica

 

La situazione Italiana

Agli italiani non piace spostarsi con il treno. Non è però, solo una questione di snobismo, le cause vanno cercate altrove. Una recente inchiesta dimostra che le linee ferroviarie italiane, dopo quelle inglesi, sono le meno usate d’Europa sia per quanto riguarda il trasporto persone che per quello merci. Questo record negativo è da imputare alla scarsa fiducia che gli utenti ripongono in questo tipo di mezzo di trasporto a causa del servizio modesto che viene offerto.
Illuminante il dato riguardo il numero di passeggeri che usano il treno per ogni chilometro di rete all’anno.
In Italia, nel 2002 (ultimo dato disponibile) erano 2.875.007 i passeggeri annui per chilometro, il numero più alto in tutti i paesi presi in considerazione (Inghilterra 2.347.887 e Germania 1.993.254). Abbiamo le carrozze più affollate d’Europa. La mancanza di carrozze penalizza notevolmente i viaggiatori nostrani facendo guadagnare all’Italia il poco invidiato primato di carrozze più densamente popolate d’Europa Questo ha scoraggiato i passeggeri italiani al punto che la percentuale che sceglie questo mezzo di trasporto è diminuita negli ultimi 20 anni (da 11,2% a 9%). Certo, per molti pendolari costretti a trasformarsi in sardine per salire in carrozza e passare il viaggio sottovuoto ogni mattina questo dato non sarà una sorpresa, ma forse il resto della popolazione non ha abbastanza consapevolezza del problema. Da non sottovalutare le ripercussioni psicologiche della questione: gran parte dello stress lavorativo è causato dalla difficoltà degli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro, questo aspetto incide molto sulla qualità della vita di ogni lavoratore. Anche per quanto riguarda le merci trasportate sulla rete ferroviaria l’Italia non registra una prestazione positiva. In Italia si trasportano 1.427.400 tonnellate di merci per chilometro all’anno (la Germania guida la classifica con 2.145.490 tonnellate/km) questo dato testimonia una pessima organizzazione logistica nel trasporto merci e spiega lo spropositato numero di camion che intasano le nostre autostrade. Una recente indagine congiunturale di Federtrasporto evidenzia che nei primi mesi del 2005 vi è stato un calo del 10,7% del trasporto merci per ferrovia rispetto al 2004 Le Ferrovie dello Stato nel 1985 controllavano il 12,5% del traffico merci italiano, oggi è la percentuale è scesa all’11%. Nonostante l’evidenza dei numeri si è fatto ancora poco o nulla per migliorare il trasporto su rotaia. Non siamo a buon punto nel raggiungimento delle direttive emesse dalla Commissione Europea nel 2001, quando ci “suggerì” di incrementare l trasporto su ferro entro il 2010 del 40% per le merci e del 32% per i viaggiatori. La rete ferroviaria, inoltre, si è notevolmente assottigliata negli ultimi due decenni. Nel 1985 la rete contava 16.783 chilometri, nel 2004 è scesa a 15.915, le linee a binario unico sono rimaste praticamente le stesse, quelle a doppio binario sono aumentate di poco (da 5.474 a 6.361 chilometri). Ma il bello deve ancora venire. Andiamo a vedere i dati che riguardano i mezzi: i locomotori che nel 1985 erano 5.620 oggi sono ridotti a 4.732, e ci sono ancora 22 locomotive a vapore (per fortuna non ci sono più gli indiani che fanno l’assalto al treno). Il Parlamento ha istituito una Commissione parlamentare per effettuare un’indagine conoscitiva sulla sicurezza del trasporto ferroviario e la qualità del servizio erogato. Il 15 dicembre 2005 si è tenuta un’audizione alla Camera nella quale si sono riportati gli esiti di questa indagine. Si evince che «il principale ostacolo all’attuazione del processo di liberalizzazione dei servizi di trasporto ferroviario di interesse locale e regionale si sostanzia nella carenza di risorse finanziarie certe e continuative, tali da consentire al sistema di raggiungere le finalità per le quali il legislatore lo ha delineato». La stessa Commissione Parlamentare ammette che «gli accertamenti effettuati per mezzo di ispezioni e proteste dell’utenza fanno ritenere che il livello del servizio offerto non sia soddisfacente, con conseguente ricerca di ulteriori strumenti idonei a soddisfare le aspettative dei viaggiatori». E continua: «In tale contesto danno luogo ad un giudizio marcatamente negativo quei disservizi che si sostanziano nella soppressione di corse, peraltro non infrequenti, nello scarso livello di puntualità, tale da incidere pregiudizievolmente anche sull’interconnessione dei servizi di trasporto, nel cattivo stato di manutenzione del materiale rotabile con possibili ripercussioni sul comfort, ma sopratutto sulla sicurezza». A questo contesto decisamente poco rassicurante si aggiungono alcuni dati che paiono quantomeno curiosi.
La storia delle Fs racconta come l’unico risultato ottenuto sia stata la diminuzione di 120mila (!) dipendenti, la riduzione delle linee e dei mezzi” . Nel 1985, anno in cui Ludovico Ligato era a capo della compagnia, i dipendenti delle ferrovie dello stato erano 216.128 di cui 658 dirigenti. Nel 2005, anno di Elio Catania, secondo i numeri elaborati da “Dimensione trasporti”, il personale è sceso a 97.600 unità, ma ecco il dato curioso: i manager sono praticamente raddoppiati, sono 1200. In vent’anni dipendenti più che dimezzati ma dirigenti raddoppiati. E’ questa la tattica di risanamento dell’azienda?

nota 1: indagine condotta dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, 2003

nota 2: Dati Cnt e Fs

nota 3: Corriere della sera Economia 10 aprile 2006

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I grandi numeri della mobilità lombarda su rotaia, problemi e competenze della Regione

La Lombardia risente, forse più delle altre regioni, data la densità di popolazione e la presenza di una metropoli come Milano, dell’inefficienza della rete ferroviaria. La nostra è una delle regioni verso le quali è più intenso il flusso migratorio lavorativo, spostamenti che spesso sono effettuati tramite treno; si calcola che 167mila sono i non residenti che entrano ogni giorno in Lombardia tra le 7 e le 19.
Ogni giorno sono 5,7 i milioni di lombardi che si muovono per un totale di 15 milioni di spostamenti. Il 22% degli spostamenti è concentrato nelle ore mattutine, tra le 7 e le 9. Considerando tutte le combinazioni che lo comprendono (treno, treno + auto, treno + mezzo pubblico urbano), il treno in Lombardia è utilizzato nel 33,7% dei casi, a fronte di un ben superiore 55,5% di chi usa soltanto l’automobile.
Il sistema ferroviario lombardo dispone di 1887 km di linee (ma il 53% della rete dispone soltanto di un unico binario) con 409 stazioni (di cui 355 non elettrificate!) per le quali passano 1770 treni al giorno (13% di tutta Italia).
Numeri importanti quelli della Regione Lombardia che da diversi anni, come prevede il Disegno di Legge 422/97 (poi Legge Regionale 22/98), svolge i compiti di programmazione, stipula i contratti di servizio e controlla il rispetto degli standard di qualità del servizio offerto con gli strumenti indicati nei Contratti di servizio.

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Il contratto di servizio

Il contratto di servizio stabilisce le condizioni alle quali l’Ente regionale rinnova i finanziamenti a queste società, che a loro volta si impegnano al rispetto dell’accordo, apportando le modifiche o gli interventi in esso previsti.
Proprio sul rinnovo del contratto di servizio si è infiammata la polemica nei primi mesi del 2006. Il nuovo accordo con Trenitalia è stato rinnovato a dicembre dello scorso anno e avrà validità fino al dicembre 2007, lo stesso dicasi per Ferrovia Nord (almeno per la gestione dell’infrastruttura ferroviaria). Data la criticità della situazione in cui versa il sistema ferroviario e l’urgenza di alcuni interventi strutturali, ci si aspettava da parte della Regione una maggiore pressione su Trenitalia e Ferrovie Nord affinché approvassero un contratto a condizioni più vincolanti che potessero costringere le compagnie ad impegnarsi maggiormente per il miglioramento del servizio. In questa delicata fase di contrattazione la Regione non sembra avere portato a casa grandi risultati per far sì che i cittadini possano usufruire di un servizio migliore. Il nuovo accordo prevede che la Regione Lombardia versi alla compagnia, parliamo del caso di Trenitalia, una somma pari a 184 milioni di euro (rispetto ai quasi 172 milioni del contratto precedente) e poche clausole sono state aggiunte rispetto al precedente. Tra le più importanti la richiesta di un aumento delle penali, dal 3 al 3,5% per il 2006 (fino ad arrivare al 4% nel 2007), applicabili a tutte le situazioni ove il contratto non è stato rispettato; si è, inoltre, abbassato da 60 a 30 minuti il limite entro cui deve essere istituito un servizio sostitutivo al treno (in genere con un pullmann) dopo la soppressione dello stesso, oltre che la previsione di immettere nuove carrozze e locomotori. Il contratto di servizio, però, resta generalmente confermato nelle sue direttive principali come il precedente (di sei sezioni di cui è composto se ne confermano quattro) anche se, sfogliandolo, si trovano alcuni punti decisamente aggiornabili. I consiglieri regionali Ds hanno più volte invitato la Regione ad assumere un ruolo più attivo nella concertazione per la stipula del nuovo contratto di servizio, che avrebbe potuto garantire maggiori servizi al cittadino, ma questo non è avvenuto. Ora persino il Presidente Formigoni e l’Assessore Moneta si sono accorti del problema e stanno cercando di salvare il salvabile, usufruendo di mezzucci di fortuna come il bonus, tanto utile per calmare le ire dei cittadini, quanto sterile nell’ottica del miglioramento del servizio.
L’articolo 20, comma 2 della seconda sezione del contratto di servizio, ad esempio, (quella che riguarda l’affidabilità del servizio) dichiara che “Trenitalia si impegna a non superare per ciascun mese e ciascuna direttrice il valore del 6% (per il 2004) e del 5,75% (per il 2005) dell’indice IA (indice di affidabilità). In caso di superamento dell’indice di affidabilità si applicano le penali del caso”.
L’indice di affidabilità è un valore numerico che si calcola prendendo in considerazione i treni con ritardi superiori ai 5 minuti e i treni soppressi totalmente e non sostituiti con bus entro il tempo di ripristino. L’indice rapporta i minuti di ritardo e i minuti delle corse soppresse alla durata prevista da orario di tutte le corse della direttrice. Questo valore numerico ci aiuta nel giudicare lo stato di salute delle tratte regionali. Come abbiamo modo di verificare quotidianamente la frequenza dei ritardi è un vero problema col quale ci dobbiamo confrontare: i dati dicono che, per il periodo maggio 2003/ottobre 2005 la media di indice di affidabilità è stato in media superiore al 5,75 (scegliamo i valore più basso possibile previsto da contratto) in ben 6 tratte regionali. Il 17% dei treni ha un ritardo superiore ai cinque minuti (e molto spesso superano abbondantemente i cinque minuti). Bene, dato che Trenitalia e la Regione sono a conoscenza dell’entità del problema, quest’ultima ha introdotto il bonus (presente solo in Lombardia) per determinate tratte particolarmente in difficoltà, che consiste in un rimborso pari al 20% della somma mensile dell’abbonamento (il bonus è stato concesso automaticamente per coloro che chiedessero l’abbonamento mensile per il mese di marzo 2006 nelle tratte ove l’indicatore di affidabilità è stato superato). Questo modo per “farsi perdonare” dai pendolari, non deve, però, diffondere la cultura della normalità del disservizio, bisogna, invece, lavorare per fare in modo che l’affidabilità del sistema ferroviario migliori, contratto dopo contratto. Anche la sezione che riguarda le modalità di prestazione dei servizi e gli standard di qualità è stata, sostanzialmente, confermata (sono aumentate solo le penali). Ad oggi la pulizia generale, che prevede la pulizia di tutti i particolari del rotabile, viene effettuata ogni 20/30 giorni. Si poteva fare meglio. In un’indagine commissionata dalla Regione Lombardia (Direzione Generale Infrastrutture) nell’agosto 2004 si è riscontrato che il risultato per la voce “pulizia carrozze” è stato gravemente insoddisfacente per il 43% delle carrozze delle Ferrovie Nord ispezionate e per il 31% di vetture Trenitalia. Tramite il contratto si poteva richiedere che le società in questione garantissero periodi più brevi tra una pulizia e l’altra e maggior rigore nel controllo del rispetto di tale tempistica. Oltre a quello della pulizia non si può trascurare il problema della manutenzione del materiale rotabile che, essendo molto datato, (il che molto spesso non favorisce il comfort) richiede molti interventi di questo tipo. Gli ultimi dati disponibili dicono che l’età media delle vetture di Trenitalia si attesta tra i venti e trent’anni con punte di locomotori di età ben superiori. Per quanto riguarda il comfort, poche vetture sono climatizzate e ancora meno sono quelle che hanno disponibilità di accesso ai disabili, anche se, in questo caso la responsabilità va divisa con Rfi alla quale attengono i lavori di adattamento delle piattaforma dei binari nelle stazioni. Anche a Rfi il lavoro non manca: la società dell’infrastruttura del Gruppo Fs è responsabile, infatti, di tutti i lavori di ristrutturazione sulla rete a terra e delle stazioni. I programmi di rinnovamento della rete prevedono sostanziali modifiche da apportare alle stazioni, come la dotazione di segnaletiche tecnologicamente più avanzate che possano dare maggiori informazione ai passeggeri o come la costruzione di marciapiedi che siano ad altezza treno per facilitare la salita e la discesa dei disabili che con i marciapiedi odierni sono praticamente impossibilitati all’utilizzo di questo mezzo di trasporto senza dover ricorrere all’aiuto di qualcuno.
Come detto, poi, il problema del sovraffollamento condiziona la percezione che le persone hanno del trasporto pubblico. Non è piacevole salire in una carrozza di prima mattina e trovarsi costretti a lottare per guadagnarsi uno spazio vitale, o almeno che consenta di respirare, e questo non favorisce l’utilizzo del treno come mezzo preferito per recarsi al lavoro. Talvolta, su alcune tratte, i passeggeri a bordo sono 2,5 volte i posti disponibili. Questo dipende da una carenza di infrastrutture e a mancanza di vetture, speriamo, perciò, che i treni promessi arrivino, come è stato stipulato nel contratto di servizio. E soprattutto speriamo che il treno non ci lasci a piedi, come è accaduto recentemente ai passeggeri del treno Milano-Torino (tratta di quelle particolarmente “sfortunate”) che in data 30 marzo 2006 sono stati costretti a raggiungere la stazione con le loro gambe all’altezza di Vittuone (dove ad inizio del mese si era tenuta una manifestazione di pendolari che avevano bloccato i binari per protestare contro le condizioni di viaggio sui treni regionali), dopo un guasto che ha costretto il treno alla resa.
Tra le tratte particolarmente problematiche che meritano una particolare attenzione ricordiamo la Seregno - Carate Usmate (IA: 8,76), Milano- Novara – Vercelli (IA:8,28) e Milano – Codogno – Piacenza (IA: 6,72).
Diverso il caso delle Ferrovie Nord Milano.
Per il Gruppo presieduto da Norberto Achille sono previsti due tipi di contratti di servizio, o meglio, l’uno integra il precedente. Il primo riguarda la gestione dell’infrastruttura ferroviaria, la firma risale al novembre 2005 con termine a dicembre 2007. Questo contratto prevede lo stanziamento di 75.402.707 euro a condizioni simili a quelle richieste dalla Regione a Trenitalia. In data 11 maggio 2006 la Giunta Regionale ha approvato una delibera riguardo il contratto di servizio per la gestione dei servizi ferroviari con lo scopo di integrare il precedente contratto. Le principali novità di questo nuovo accordo riguardano l’introduzione dell’indice di affidabilità (come è avvenuto per Trenitalia), l’ulteriore abbassamento della soglia del bonus a 4,25% (dell’Ia) fino a giugno 2007 ed a 4,15% a partire da luglio dello stesso anno. E’ previsto, inoltre, che i treni siano attrezzati con sistemi di sicurezza (dei quali parleremo in seguito), si intensificheranno le attività di manutenzione e sarà implementato il sistema di video sorveglianza.

nota 5: Deliberazione n° VIII/002482 del 11 maggio 2006 della Giunta Regionale della Lombardia

 

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Gli ultimi provvedimenti ministeriali a garanzia della sicurezza e sistemi tecnici
Persino il Ministero dei Trasporti si è accorto della criticità della situazione della rete ferroviaria nazionale. In data 9 marzo 2006 ha, infatti, emesso una direttiva sul tema ferrovie e sicurezza (Direttiva Ministeriale Prot. 13/2006/DIV-5 del 09/03/2006). Tale direttiva si divide in quattro articoli nei quali si ribadisce, oltre all’attuazione di un Piano di sicurezza, la priorità di attrezzare tutta la rete ferroviaria sia del Sistema di Supporto alla Condotta dei treni (SSC) che dei sottosistemi di bordo del materiale rotabile. La scadenza, per la dotazione della rete ferroviaria dei sistemi di sicurezze SCMT (sistema di controllo della marcia del treno) e SSC è prevista per il 31 dicembre 2007 (nota RFI del 10 giugno 2005).
Andiamo a vedere di che cosa stiamo parlando.
Il sistema SCMT attua la protezione della marcia del treno, istante per istante, rispetto alle condizioni imposte dai segnali, alla velocità massima consentita dalla linea in condizioni normali e di degrado, alla velocità massima ammessa dal materiale rotabile attivando la frenatura d’emergenza, in caso di superamento dei limiti di controllo.
Il sistema è “trasparente” per il macchinista che dovrà continuare a guidare con le attuali modalità di condotta. L'installazione è iniziata nel 2003 e fino al 2005 sono stati attrezzati circa 5.844 Km, altri 4.300 km di rete dovrebbero essere dotati entro il 2007.
Come ci spiega la sezione tecnica del sito di Rfi Il sistema SSC, invece, “realizza, nelle linee esercitate con blocco elettrico e per i sistemi a spola, un supporto alla condotta del treno effettuando un controllo rispetto ai segnali fissi luminosi e di protezione propria dei passaggi a livello (RS art. 53/1), agli itinerari deviati limitatamente ad un tetto di velocità prefissato, alla velocità massima ammessa dal rotabile attrezzato, alla velocità della linea rispetto al rango meno restrittivo”. Questo sistema, in sintesi, dovrebbe aiutare il conducente nello svolgimento della sua attività, riducendo notevolmente il rischio di incidenti, essendo in grado di sopperire ad un’eventuale distrazione o negligenza del macchinista che potrebbe portare a nefaste conseguenze. Tale ausilio necessita di grandi interventi sulla rete che dovrà essere dotata di sistemi di rilevazione a terra in grado di interagire con i controlli di bordo, in grado di captare i segnali, decodificarli e agire sulla motrice della vettura. Il sistema SSC è suddiviso a sua volta in due sottosistemi che regolano le apparecchiature di bordo (SSB) e di terra (SST).Questi due sottosistemi, comunicando tra loro attraverso la trasmissione di informazioni binarie codificate dal sistema di bordo a quello di terra, agiscono, come detto, sulla motrice del treno frenandola o rallentandola, a seconda dei casi. In sostanza il Tag (dispositivo elettronico istallato in prossimità di un segnale ferroviario verticale particolare) trasmette l’informazione funzionalmente legata ad un dato segnale, dopo di che quest’ultimo viene codificato dall’encoder che lo passa al trasponder, il dispositivo effettivamente in grado di trasmettere l’informazione finale al sistema di bordo (dotato a sua volta di vari tipi di antenne in grado di captare tutti i segnali) A parole tutto funziona perfettamente. Nei fatti, purtroppo, dobbiamo constatare che questi sistemi tecnologicamente avanzati non sono compatibili con l’attuale stato delle ferrovie italiane. A parte le difficoltà insite nei lavori di dotazione di segnalatori a terra su tutta la rete, e, ammettendo che tali lavori si concludano come da regolamento, il dato fondamentale è che tali apparecchiature non sono applicabili alle carrozze con molte primavere sulle spalle, poco decisamente tecnologiche, che non possono sostenere questi sistemi. Nel protocollo ministeriale sopra citato, (art.3 comma c) si afferma, infatti: “Rfi dovrà valutare l’opportunità di introdurre a regime (dopo il completamento dell’installazione del sistema di terra) ulteriori limitazioni, vincoli e/o divieti nei casi in cui dovessero circolare treni non ancora attrezzati”. Torniamo prepotentemente a quella che sembra essere la priorità principe del nostro sistema ferroviario: il rinnovamento del parco rotabile, troppo vecchio e perciò troppo poco affidabile. Non dimentichiamo, poi, che la nota del Ministero prevede, inoltre, che i macchinisti vengano istruiti sul funzionamento di tali sistemi di sicurezza e che Rfi deve garantire che questo avvenga. A dimostrazione dell’assoluta esigenza di sicurezza depongono i numeri. Dal 2004 (i dati più recenti sono dei sindacati autonomi dell Or.s.a.) sono 29 i morti e quasi 300 feriti vittime delle decine di incidenti ferroviari. Gli ultimi dati dell’Istat, invece, risalgo al 2005 quando calcolò che nel solo anno 2002 vi furono 20 morti e 29 feriti. Numeri che si avvicinano più ad un bollettino di guerra.

nota 6: Art.2 Prot. 13/2006 /DIV 5

nota 7: Dati Rfi

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Parola a Trenitalia
In una recente dichiarazione, in occasione di una riunione con i rappresentanti di Regioni e Province, Elio Catania, presidente e amministratore delegato del Gruppo Fs, rende noti alcuni dati: “gli arrivi in orario sono passati dall’ 81% di dicembre al 92% dei primi dieci giorni di aprile” . Anche se il periodo preso in considerazione non può fare statistica, sembra che i dati confermino le parole di Elio Catania: “dopo la situazione critica di fine anno, il percorso di recupero sta andando avanti e ci sono i primi segnali positivi” Gli incontri che si sono svolti nell’ultimo periodo con i pendolari (anche presso la sede della Regione Lombardia) sembra che possano dare i frutti auspicati: “abbiamo accolto numerosi suggerimenti dei nostri interlocutori – commenta Catania – e, per quanto riguarda il contratto di servizio in corso, si è ribadita la necessità di ricercare l’equilibrio tra qualità, tariffe, contributi e costi”. Grandi rinnovamenti si prevedono in Trenitalia. E’ tempo anche per annunciare i nuovi acquisti: “Al 30 aprile sono state consegnate 300 nuove locomotive e di qui fino alla fine del 2007 ne arriveranno altre 88 – spiega Catania – l’investimento è importante ed è stato reso possibile grazie all’accordo con le Regioni”.
L’appello finale è per il nuovo governo: “Ci attendiamo indicazioni strategiche da parte del nuovo governo su questa infrastruttura”. Date le premesse pare che ci possiamo aspettare imminenti miglioramenti della condizione dei nostri trasporti su rotaia. Il direttore della comunicazione di Trenitalia, Marco Pavanello, fa sapere che “sono state inaugurate 17 nuove stazioni e non lo sa nessuno e in pochi sanno che stiamo costruendo le stazioni per l’alta velocità che oggi già funzionano tra Roma e Napoli e Torino e Novara.” (la comunicazione dovrebbe essere la funzione dell’ufficio da lui diretto).
Operazione decoro: a partire dal mese di febbraio Trenitalia ha inaugurato in Lombardia la cosiddetta operazione decoro. L'intervento prevede il lavaggio a fondo e la disinfestazione dell'interno di 400 sul totale di 900 carrozze regionali per arrivare a offrire 33mila posti a sedere di nuovo puliti e confortevoli. Per questa operazione sono impegnate due squadre di 15 persone ciascuna al lavoro sette giorni su sette, con estensione dell'orario di lavoro, per smontare sedili, pulire sedute, pareti e pavimenti, sostituire gli elementi danneggiati. Dall'avvio dell'operazione, 62 carrozze sono state rinnovate. Del mese di marzo l'annuncio che 35 sono tornate in servizio sulla linea Milano-Mortara e 27 sulla Milano-Varese. Entro la fine di quest'anno – dichiara l’amministratore delegato di Trenitalia, Roberto Testore - contiamo di aver ripulito tutte le 400 carrozze: al ritmo di 4/5 carrozze alla settimana contiamo di arrivare a pulirle tutte entro la fine del 2006''.
''Stiamo introducendo in Lombardia del materiale rotabile nuovo - sostiene Testore - le locomotive E464 entro la fine dell'anno passeranno da 61 a 78. Inoltre introdurremo entro l'inizio del 2007 una trentina di moderne carrozze ('vivalto')''. Questa sarebbe davvero un’ottima notizia dato che, come abbiamo detto in precedenza, i sistemi di sicurezza non possono funzionare su vecchie carrozze (anche se pulite e rinnovate). L’Assessore regionale ai trasporti, Alessando Moneta, si augura che ''La sofferenza che stiamo registrato oggi, e che avremo ancora per un paio d'anni, darà poi dei risultati straordinari. Il 2008 sarà l'anno in cui inaugureremo un numero considerevole di infrastrutture''. Pare, quindi, che ci siano ancora un paio d’anni di sofferenze per i viaggiatori, ma poi potremo godere di un sistema ferroviario regionale come si deve, così potremo senza cantare senza timori di smentita, senza vergognarci della scelta di tale mezzo di trasporto: “…e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, il treno dei desideri..”

nota 8: Ansa, 19 aprile 2006

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Dalla politica
Grazie ai continui interventi dei consiglieri ds, che hanno sempre voluto tenere desta l’attenzione sulla problematica dei trasporti, la Quinta Commissione del Consiglio regionale della Lombardia ha avviato un’indagine conoscitiva sul servizio ferroviario regionale. Nel mese di aprile sono stati ascoltati presso il consiglio regionale, le associazioni dei pendolari, quelle dei consumatori e i sindacati. Da allora è cominciata la fase pratica di sopralluoghi alle stazioni per sondare l’andamento dei lavori di ammodernamento delle stesse. Il calendario prevede una serie di audizioni nelle quali verranno ascoltati delegati di Trenitalia, Ferrovie Nord, Rfi, Tilo e con gli organi istituzionali (Assessorato ai trasporti, Assessorato per le problematiche relative all’integrazione tariffaria, Provincia di Milano e Atm). Oltre a questa lunga serie di incontri, sono previsti dei sopralluoghi presso i vari depositi delle locomotive delle rispettive società di trasporti per controllare se il rinnovamento del materiale rotabile continua come da programma. Quando si concluderanno gli incontri, nel mese di luglio, potremo disporre di dati preziosi per un’analisi approfondita del sistema di trasporto su rotaia regionale.
Questo è un passo che la Giunta, accogliendo le proposte dei Democratici di sinistra, ha fatto verso il miglioramento del sistema ferroviario regionale.
In questi anni gli interventi e le proposte dei Ds sul tema viabilità ferroviaria non sono di certo mancati. Come la proposta di sviluppare le reti metropolitane, investire nel trasporto pubblico locale, estendere le reti tranviarie e metropolitane e utilizzare vetture meno inquinanti. Tutto questo mantenendo fissa l’esigenza primaria di ulteriori finanziamenti per acquistare nuovi treni che diano più garanzie di sicurezza ai viaggiatori e modernizzare i nodi e le stazioni ferroviarie. Ma non sono mancate nemmeno le critiche per la gestione di questi problemi da parte della Giunta Regionale, come ai tempi del rinnovo del contratto di servizio, nel quale, a giudizio dei consiglieri ds, la Regione poteva chiedere molto di più: “Nel contratto di servizio sottoscritto – ha dichiarato Stefano Tosi - la Regione non ha rivisto gli indicatori di qualità, il calcolo degli indici di affidabilità, le penalità e tutte le sezioni che riguardano la qualità, l’informazione, la comunicazione e il monitoraggio del servizio. Il consigliere Stefano Tosi ha aggiunto che sarebbe il caso di “rivedere gli impegni sottoscritti con Trenitalia in sede di rinnovo del contratto di servizio, modificando in particolare il tetto delle penalità in caso, purtroppo assai frequente, di disservizi".

continua...

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