Bisogni: Albertoni sta umiliando la Lombardia.

Localismo e delegificazione minacciano l’intero patrimonio culturale della nostra regione

“La politica culturale di Albertoni sta segnando un drammatico impoverimento della qualità degli interventi, che umilia una città europea come Milano ed una Regione importante come la Lombardia”. E’ questo il giudizio espresso dalla consigliera regionale Maria Chiara Bisogni in un’intervista a Repubblica pubblicata domenica 16 febbraio sul tema delle risorse che l’Assessorato lombardo, retto dal leghista Albertoni, ha impegnato nel corso del triennio; risorse che segnano un calo netto e preoccupante della spesa corrente in tutti i settori, a partire dallo spettacolo, per un decremento complessivo del 37% dall’ultimo anno della scorsa legislatura.

La denuncia della consigliera diessina, membro della Commissione cultura regionale, parte da un’analisi dettagliata delle spese deliberate nel corso del triennio, che evidenzia come Albertoni non abbia fatto che sottrarre risorse alla cultura lombarda per redistribuirle a pioggia ad iniziative, promosse dagli uomini del Carroccio, invariabilmente afferenti al tema di un localismo gretto e chiuso, privo di un vero spessore culturale e connotato unicamente dal colore verde della bandiera che sventola.

Festival celtici, concorsi dialettali, pubblicazioni di libri che hanno la pretesa di trascrivere una storia orale che nessuno fino ad oggi – ad eccezione dei pochi antropologi ed etnomusicologi attivi in Italia dagli anni Sessanta, che certo non indossano la camicia di Bossi – ha avuto l’onere di raccogliere, catalogare, archiviare e interpretare; ma che da domani, nelle intenzioni dell’Assessore, finiranno sui banchi delle scuole padane e nel bagaglio di formazione del corpo docente lombardo. Lo stesso substrato culturale - sembra di capire - viene proposto per potenziare la Rai di Milano, dando vita al Tg delle Culture, Arti e Spettacoli.

“Non solo Albertoni sottrae risorse ad istituzioni importanti come la Casa della Cultura, la Fondazione Feltrinelli o l’Istituto Lombardo per la Storia della resistenza – precisa la Bisogni; non solo pretende di intervenire surrettiziamente nel campo dell’istruzione obbligatoria con testi progettati al di fuori di qualunque collaborazione con le istituzioni competenti. Ma oggi tenta anche di imporre alla maggioranza un progetto di legge che gli operatori giudicano grottesco, insensato e pericoloso, e che ha la pretesa di abrogare tutte le leggi che regolamentano la cultura regionale ed i rispettivi capitoli di bilancio”. Allarmate, infatti, sono state le reazioni degli operatori lombardi che lo scorso 6 di agosto si sono ritrovati sul tavolo la delibera del PdL: progetto che andrà presto in discussione in Commissione, e che da sciagurata ipotesi rischia ora di tradursi in una drammatica realtà.

Milano, 19 febbraio 2003