Sulla crisi della maggioranza in Consiglio Regionale della Lombardia interviene con una lunga dichiarazione il segretario dei Democratici di Sinistra lombardi Luciano Pizzetti.
“Dispiace, in una giornata tragica e dolorosa che ha visto la morte di tanti giovani servitori dello Stato e della pace, doverci occupare del centrodestra lombardo.
Eppure dobbiamo farlo perché la Regione è governata, male, da un’alleanza che sta insieme con la camicia di forza.
Nel centrodestra lombardo non c’è più alcuna condivisione di un progetto politico, e questo produce danni per i cittadini lombardi.
La vicenda della bocciatura dell’aumento delle tariffe del trasporto locale è indicativa.
Dopo l’aumento dell’IRPEF e l’imposizione dei ticket sanitari, ecco giungere l’aumento del biglietto sui trasporti.
Più tasse e più tariffe per coprire i buchi di bilancio causati da cattive politiche nazionali e regionali.
Il centrodestra lombardo non sa più gestire gli effetti delle proprie politiche sbagliate, il che aggrava e appesantisce le divisioni generate dai contrasti nazionali.
Nel centrodestra ormai si odiano, neppure cordialmente.
Di questo dovrebbe occuparsi Formigoni, anziché tentare d’imporre l’abolizione del voto segreto, considerando “dannosa” – niente di meno - la funzione del Consiglio, principale istituzione democratica regionale.
Le sue dichiarazioni a riguardo sono miopi, un mix di arroganza e debolezza di chi ha ormai perso il controllo della situazione e forse anche dei propri nervi.
Non è certo imbavagliando il Consiglio regionale che si rafforzano una maggioranza sempre più inconsistente e l’azione di governo sempre più inefficace, come la vicenda della bocciatura dei Regolamenti attuata dalla Corte Costituzionale è lì a dimostrare anche a chi finge di non comprendere.
Anche Formigoni può ben comprendere la differenza che passa tra un Governatore e un capo clan, e dunque affronti la precaria condizione della sua ex maggioranza senza minacciare il Consiglio.”
Milano, 12 novembre 2003