“Con uno sgradevole escamotage la maggioranza di centrodestra ha fatto rientrare dalla finestra ciò che poco prima l’Aula aveva fatto uscire dalla porta”. Questo il commento dei consiglieri Marco Cipriano, Guido Galperti, Roberto Biscardini, Carlo Monguzzi e Gianni Confalonieri rispetto a quanto è successo oggi in Consiglio regionale durante la votazione del nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi delle case popolari.
Approvando un subemendamento presentato da Ds, Margherita, Sdi, Verdi e Rifondazione
Comunista, l’Aula si era pronunciata, con 31 voti favorevoli e 28 contrari,
contro il criterio “padano” della residenzialità, inserito
da un emendamento allo stesso regolamento dall’assessore Lio. Ciò
avrebbe significato eliminare il privilegio discriminatorio della residenza,
restituendo importanza al disagio sociale come criterio per accedere ad una
casa popolare.
Per rimediare alla frittata dapprima l’assessore Lio ha ritirato il suo
emendamento, annullando di fatto la decisione presa a maggioranza dall’Aula
e poi il centrodestra, approvando un ulteriore emendamento, ha reintrodotto
il criterio della residenzialità.
“Il nostro atteggiamento - hanno aggiunto i consiglieri dei Ds - era
stato fin qui quello di non voler approfittare dei ritardi e delle inefficienze
di questa maggioranza, coerentemente invece abbiamo dato la nostra collaborazione
al fine di approvare un buon regolamento. Oggi il gruppo dei Ds è stato
costretto a votare contro il regolamento visto il comportamento in Aula e visto
la decisione assunta di dare maggiore importanza alla residenza. Questo regolamento
poi elude il vero problema della casa: la cronica carenza di alloggi in Lombardia,
che si potrà risolvere solo costruendo nuovi alloggi”.
Milano, 3 febbraio 2004