Formigoni all’attacco dei parchi regionali
Formigoni all’attacco dei parchi regionali. Dopo la proposta di legge sul governo del territorio che di fatto rende più flessibile lo strumento di pianificazione urbanistica, la Giunta lombarda ha presentato recentemente il progetto di riforma della legislazione sulle aree protette. È un documento che deve essere ancora discusso in commissione, ma da una prima lettura si evidenzia la volontà del centro-destra di fare un passo indietro nelle politiche di tutela dell’ambiente. La Lombardia è una Regione che ha quasi il 20% del proprio territorio sottoposto al vincolo dei parchi. È un territorio molto vasto che comprende aree protette di grande rilievo come il parco dello Stelvio.
“La nostra preoccupazione è che questa proposta di legge, insieme a quella che già stiamo discutendo sul governo del territorio – ci spiega Marco Cipriano, consigliere regionale DS - possa presentare l’occasione per scardinare le tutele e le garanzie nelle politiche di tutela del territorio. Come DS, come gruppi del centro-sinistra, ci stiamo attrezzando per presentare una serie di emendamenti significativi, per modificare l’impalcatura di questo articolato”. Il problema vero è che in tutti questi anni il centro-destra ha di fatto portato avanti una politica di boicottaggio dei parchi. Anno dopo anno sono diminuiti in maniera considerevole i finanziamenti per gli enti gestori e da una decina d’anni è bloccato l’iter di approvazione di nuove aree protette anche se sussiste il consenso degli enti locali interessati. Un esempio su tutti, la vicenda del parco della Brughiera che interessa un area molto vasta, dalla Brianza al comasco. I comuni hanno già approvato l’istituzione del parco, ma la Regione continua a bloccarne la sua realizzazione. “Anziché portare avanti una politica di tutele e valorizzazione del nostro territorio – continua l’esponente dei DS - che è fortemente urbanizzato, cementificato, il centro-destra mette in campo delle proposte che limitano queste garanzie e trasforma il territorio in una sorta di merce da consumare”. Ma qual è il rischio concreto che c’è dietro a questa proposta di legge?
“Il nostro territorio ha sicuramente bisogno di infrastrutture e di nuove case per venire incontro alla forte domanda di alloggi popolari che c’è soprattutto nell’area milanese” – risponde Cipriano. “Allora, non si chiede una politica conservativa che blocchi lo sviluppo della regione, ma una iniziativa a tutto campo che metta al centro il tema del governo delle trasformazioni. Molto spesso, per risolvere i disagi legati alla mobilità, si decide di costruire nuove strade o tangenziali mentre si potrebbero riqualificare quelle esistenti, aumentare il trasporto delle merci su rotaia e incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. Invece di cementificare le ultime aree verdi – continua - la nostra proposta è quella di riutilizzare le aree ex industriali, milioni di metri quadri da riqualificare. E anche su i parchi, la nostra non è una posizione conservatrice. Noi pensiamo che queste aree debbano integrarsi al meglio con il territorio. Il centro-destra, invece, porta avanti una politica di deregulation in campo ambientale, massima flessibilità nella gestione del territorio, mano libera al mercato immobiliare per risolvere il problema della casa”.
Ridurre le risorse finanziarie ai parchi mette inevitabilmente gli enti gestori nella impossibilità di operare manutenzioni, realizzare nuove strutture, incentivare la fruibilità dei cittadini. La preoccupazione è quella che proseguendo su questa strada si arrivi ben presto ad uno stravolgimento del territorio, aprendo queste aree alla speculazione edilizia o alla realizzazione di nuove autostrade. “Nel progetto della giunta – conclude Cipriano - viene scaricata sui comuni la stragrande maggioranza dei costi di gestione, non prevedendo trasferimenti di risorse adeguate. Gli enti locali saranno impossibilitati a gestire i parchi se pensiamo ad esempio che la finanziaria approvata dal governo Berlusconi ha previsto ulteriori tagli ai trasferimenti che in alcuni casi hanno messo in ginocchio i comuni stessi, che sono stati costretti a contrarre i servizi alla persona o agire sulla leva fiscale”.