“Un altro intervento devastante per il territorio bresciano, che dovrà pagare di nuovo il prezzo dell’incapacità della Giunta di programmare l’attività estrattiva e di pianificare lo sviluppo sostenibile del territorio”. E’ il giudizio del consigliere Ds Claudio Bragaglio al Piano Cave di Brescia approdato oggi in Consiglio Regionale dopo un lungo iter in Commissione Ambiente, dove per mesi si è svolto un serrato confronto sulle criticità ambientali di ciascuno dei 55 Ambiti Estrattivo (ATE), che ha portato alla presentazione di circa mille emendamenti da parte dei consiglieri di opposizione. Particolarmente delicati gli interventi nelle aree di pregio ambientale e di produzione agricola di qualità (Bassa Bresciana, Garda e Franciacorta)
“Le quantità previste dal Piano – precisa Cipriano – sono sproporzionate e ingiustificate. La Regione ha aggiunto 5 milioni di mc alle volumetrie previste dalla Provincia, giustificando questo incremento con le necessità derivanti dalla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali: anche in questo caso, ciò che si evidenzia non è tanto la volontà di sviluppare il territorio, ma l’incapacità di dare vita ad una pianificazione territoriale seria e corretta, che avrebbe dovuto prevedere tali quantitativi con ben più largo anticipo”.
“Dal punto di vista strettamente ambientale – aggiunge Bragaglio – continueremo a ribadire la nostra contrarietà ad interventi che mettono a grave rischio gli equilibri del territorio: le numerose cave in acqua previste dal Piano e gli scavi in disuso che si trasformano in discariche costituiscono una minaccia seria anche e soprattutto per la salute dei cittadini”.
I consiglieri hanno rilevato che nella realtà bresciana la rottura dell’equilibrio ambientale, testimoniata dalla vasta mobilitazione dei comitati e dei Comuni rende sempre più necessaria l’introduzione di nuovi criteri di decisione e pianificazione dell’attività estrattiva, così come è stato proposto dalla Associazione dei Comuni Bresciani (ACB) e dai Comuni riuniti a Cazzago San Martino.
“La modifica della legge regionale 14/98 – concludono gli esponenti diessini - è indispensabile per poter introdurre maggior trasparenza nelle modalità di decisione. Trasparenza che in grande parte è mancata al Piano Cave discusso oggi dal Consiglio regionale”.
Claudio Bragaglio
Marco Cipriano
Milano, 24 novembre 2004