Chi prende il treno ogni mattina ha un grosso credito con chi governa i trasporti, e oggi lo ha perlomeno raddoppiato. I pendolari sono già abituati a viaggiare perennemente in ritardo, ma non è possibile che pochi centimetri di neve, in Lombardia, blocchino la vita a decine di migliaia di persone. Capirei se fossimo ai tropici, ma in Lombardia ogni tanto nevica! La verità è che non è si è pronti ad affrontare la pur minima emergenza , che non si è pensato nemmeno ad un sistema di informazione che metta i viaggiatori in grado di capire bene cosa sta succedendo. Io ero in stazione sulla banchina con centinaia di altre persone, dopo un'ora passata nella sala d'aspetto gremita, ad aspettare un treno dato per imminente. Ancora un quarto d'ora al freddo e l'altoparlante ha annunciato un ritardo ulteriore. Da non credere, se non si prende tutti i giorni il treno. Purtroppo chi è pendolare era in qualche modo rassegnato, già preparato al fatto che le cose sarebbero andate storte, perché sulla nostra tratta, la Voghera Pavia, Milano, i ritardi sono frequentissimi, spesso le carrozze sono stipate, non di rado hanno il riscaldamento rotto e quasi sempre hanno un livello di pulizia non degno di un servizio pubblico moderno. I ritardi di oggi sono da attribuire alla carenza di manutenzione sulla rete ferroviaria, e purtroppo chi governa il trasporto ferroviario nella nostra regione, cioè la Giunta regionale e in particolare l'assessore Corsaro, che fa buona mostra di sé su un giornalino pagato coi soldi della Regione e distribuito in gran quantità nelle stazioni, non sa farsi valere né con Trenitalia né con RFI. Nonostante si susseguano messaggi rassicuranti sull'arrivo di nuovi locomotori e di nuove carrozze, i lombardi continuano a viaggiare in modo indegno, perdendo tempo per il lavoro e per lo studio. Anche la recente riunione delle associazioni pendolari con il nuovo responsabile regionale di Trenitalia Fischnaller non ha portato a nessun risultato concreto, mentre sarebbe necessario un piano straordinario per 500 milioni di euro, che potrebbe essere finanziato con l'emissione di un bond internazionale. Ma forse si potrebbe cominciare a risparmiare tutti i soldi spesi per fare propaganda senza costrutto.
Carlo Porcari, consigliere regionale
Pavia, 3 marzo 2005