I consiglieri dell’Unione in Consiglio regionale hanno incontrato questa mattina i rappresentanti sindacali dei lavoratori del trasporto pubblico, impegnati in un presidio davanti agli uffici della Regione per protestare contro la modifica e il peggioramento del trattamento di malattia e infortunio previsto dalla finanziaria 2005 e per la grave situazione economica e gestionale in cui versa il sistema del Trasporto Pubblico Locale.
Presenti il coordinatore dell’Unione per la Lombardia Riccardo Sarfatti e i consiglieri regionali Maria Grazia Fabrizio (Margherita), Ardemia Oriani (Ds), Marco Cipriano (Ds), Beppe Benigni (Ds), Mario Agostinelli (Rifondazione); Carlo Monguzzi (Verdi).
Durante l’incontro, avvenuto in Consiglio regionale, i consiglieri hanno preso l’impegno di farsi carico delle istanze dei lavoratori del settore autoferrotranvieri in seno al Consiglio.
«Il problema è grave – ha dichiarato Riccardo Sarfatti - e i rischi per il trasporto pubblico e per l’ordine sociale sono alti. Questa situazione crea disagi non solo ai dipendenti, ma anche ai pendolari, ai cittadini e a tutti coloro che se ne servono. È indispensabile affrontare tempestivamente il grave problema al fine di evitare situazioni che non rientrano negli interessi né dei lavoratori né dei cittadini».
Secondo Mariagrazia Fabrizio «bisogna restituire la contrattazione senza ricatti, eliminando la scadenza del 31 maggio a cominciare dalle Ferrovie Nord, che sono di competenza della Regione Lombardia».
Ardemia Oriani ha aggiunto che «la Regione Lombardia ha l’obbligo di intervenire per favorire il ripristino del diritto al trattamento economico della malattia per le sue responsabilità in materia di trasporto pubblico e deve farlo in primo luogo coinvolgendo a livello nazionale la Conferenza Stato-Regioni».
Per Mario Agostinelli “il tentativo del Governo di scaricare sulle aziende lo scippo del diritto alla malattia è incauto e scoperto. Bene fanno le lavoratrici e i lavoratori lombardi dell’autotrasporto a chiedere una soluzione nazionale per il ripristino di un diritto inalienabile che riguarda anche la sicurezza e gli interessi degli utenti”.
Il primo atto concreto è stata la presentazione di un’interpellanza congiunta rivolta al Presidente Formigoni, con la quale si chiede di impegnarsi “… nei confronti delle aziende e delle associazioni datoriali di categoria in modo da revocare la decisione unilaterale di sospendere il pagamento dei giorni di malattia a partire dal 31/5/2005” e inoltre di “assumere azioni presso il Governo per favorire il ripristino del diritto al pagamento della malattia e dell’infortunio così come avviene negli altri settori lavorativi; perché si renda promotore di un opportuno intervento della Conferenza Stato-Regioni”.
Milano, 18 maggio 2005