Da agosto aumenteranno le tariffe ferroviarie, per decisione della Giunta regionale lombarda. L’aumento, oltre che ingiustificato per le decine di migliaia di pendolari, costretti quotidianamente a soffrire dei disservizi ferroviari, appare sbagliato dal punto di vista politico e controverso amministrativamente. Il regolamento in base al quale sono stati approvati i rincari prevede infatti l’adozione di un modello di adeguamento che avrebbe dovuto considerare, oltre all’inflazione, anche gli indicatori di qualità del servizio.
“Non è ammissibile che per un servizio ferroviario scadente come quello lombardo si stabiliscano adeguamenti automatici delle tariffe – dichiara il consigliere regionale Arturo Squassina -. I pendolari chiedono puntualità e affidabilità e la Regione Lombardia risponde aumentando il costo di biglietti e abbonamenti. Non per nulla gli adeguamenti scattano in agosto, quando i pendolari sono finalmente distratti dai quotidiani disagi. È inoltre sconcertante che la maggioranza in Giunta approvi un provvedimento e fuori le principali componenti del centrodestra lo contestino apertamente. Noi chiediamo che venga immediatamente ritirato e che gli aumenti siano approvati solo quando il servizio avrà raggiunto precisi standard accettabili”.
Nel provvedimento, segnala Squassina, sono insufficienti le disposizioni volte a migliorare la qualità del servizio. “Sono previste solo 30 nuove carrozze sulle 800 in esercizio – spiega il consigliere - mentre occorrerebbero almeno 100 nuovi treni. Vengono inoltre circoscritti a 30 i treni ritenuti critici sui 1.100 quotidianamente in servizio. È stato ridotto il numero di convogli disponibili all’integrazione fra traffico locale e traffico di lunga percorrenza, limitando ulteriormente la scelta per gli utenti”.
“Gli aumenti introdotti sono ancora più ingiustificati – conclude Squassina - soprattutto se si considera il sostanziale fallimento del principale strumento di integrazione tariffaria tra treno e mezzi pubblici urbani, che è Treno Milano. Quest’ultimo prevedeva uno sconto di circa il 7% sul totale dei due abbonamenti, ma la difficoltà a reperirlo e la scarsa informazione lo hanno di fatto affossato. Secondo la stessa Regione, gli abbonati sarebbero solo 25.000, un numero irrisorio rispetto alle attese”.
Milano, 29 luglio 2005