Il presidente Formigoni e l’assessore Moneta chiedono solo ora un risarcimento straordinario ai pendolari?
La richiesta giunge in ritardo, già dalla scorsa estate erano evidenti i problemi sulle linee lombarde.
Tutte le altre Regioni hanno già adottato sanzioni più efficaci ed attive. Il risarcimento deve essere una misura tesa ad evitare le cause del disagio. Occorrerebbe innanzitutto garantire un servizio, che quotidianamente manca.
È indispensabile un programma ampio di investimenti per rinnovare ed aumentare la quantità e l’efficienza del materiale rotabile lombardo.
Occorrono risorse cospicue per garantire la sopravvivenza del servizio ferroviario, anche se la Finanziaria nazionale conferma e aggrava il disimpegno verso il trasporto regionale.
Le cifre sono chiare: a fronte dei 3 miliardi e 258 milioni di euro che le Ferrovie si attendevano, dopo le promesse del Governo, in Finanziaria sono previsti solo 276 milioni. Precisamente, rispetto ad una previsione di 750 milioni per la manutenzione straordinaria e 1 miliardo e 700 milioni per l’ammodernamento della rete, il Governo ha stanziato in tutto la cifra irrisoria di 176 milioni.
Sulla manutenzione ordinaria, sugli impianti di sicurezza e sui contratti di servizio con le Regioni ci sarà un taglio di 569 milioni di euro.
Quella regionale è addirittura latitante: oltre alle risorse trasferite dallo Stato non c’è nessun nuovo impegno se non la copertura dell’Iva sui contratti.
Tutto ciò avrà inevitabilmente ripercussioni sul trasporto ferroviario regionale.
Non basta convocare i vertici e fare la voce grossa sulla stampa, occorre innanzitutto, in sede di rinnovo di contratto di servizio (non più di qualche giorno fa), mettere nero su bianco una serie di iniziative adeguate.
Già a fine novembre la Regione si era arresa a Trenitalia accettando un accordo che ha modificato in modo significativo l’orario dei treni, penalizzando ancora una volta i già bistrattati pendolari della nostra regione aumentando il costo dei servizi.
Nel contratto di servizio recentemente sottoscritto, la Regione non ha rivisto gli indicatori di qualità, il calcolo degli indici di affidabilità, le penalità e tutte le sezioni che riguardano la qualità, l’informazione, la comunicazione e il monitoraggio del servizio.
E poi aspettiamo i nuovi treni già annunciati a giugno, 37 locomotive e 30 carrozze. I treni Vivalto, largamente pubblicizzati ed attivi solo nelle fasce orarie che non riguardano i pendolari, non ci salveranno dal collasso ferroviario già in atto.
Questo atteggiamento ha portato la Lombardia ad essere l’ultima delle Regioni a contestare l’operato di Trenitalia, non raggiungendo significativi risultati.
Data la gravità della situazione siamo disponibili a portare il nostro contributo di proposte in una revisione del contratto di servizio, purtroppo già sottoscritto dalla Giunta regionale.
Giuseppe Benigni e Stefano Tosi - Consiglieri regionali Ds
Milano, 12 gennaio 2006