La tragica vicenda di martedì scorso, con lo scontro di due treni a Garbagnate e la morte di un macchinista, sulla quale sono aperte sia l’inchiesta della magistratura che quella ministeriale, che hanno gli strumenti e la responsabilità di formulare conclusioni veritiere, non merita di essere conclusa dal Presidente della Regione, con la sbrigativa formula “dell’errore umano” addossando tutte le responsabilità all’unica persona che non può più difendersi.
Soprattutto non ci sembra corretto indicare un unico colpevole, come fa il Presidente della Regione, per l’ansia di assolvere la politica della sua Giunta in materia di trasporto ferroviario.
Il macchinista conduceva un locomotore vecchio di cinquant’anni, privo di adeguati sistemi di sicurezza come molti altri quotidianamente in servizio. Servizio peraltro svolto con agente unico che prevede che alla guida del treno ci sia un solo macchinista, anche su mezzi che non hanno i moderni sistemi di protezione dal rischio di incidenti.
Risalire alle cause dell’incidente sarà compito dell’inchiesta, compito della politica è quello di assicurare alle aziende risorse e mezzi per avere materiale rotabile e sistemi di sicurezza capaci di abbattere drasticamente il rischio per i viaggiatori e per il personale.
Stefano TOSI, Consigliere regionale Ds
Milano, 20 marzo 2006