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FIORELLA GHILARDOTTI, UNA DONNA EUROPEA

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Mercoledì 30 novembre 2005 si è tenuta presso la sede del Parlamento europeo, a Bruxelles, una commemorazione in onore di Fiorella Ghilardotti. Sono intervenuti, tra gli altri, Martin Schulz, presidente del gruppo del Pse, Poul Nyrup Rasmussen, presidente del Pse, Nicola Zingaretti, Presidente della delegazione italiana del Pse, Pasqualina Napolitano, Vicepresidente del gruppo Socialista al Parlamento europeo.
Di seguito riportiamo l’intervento di Luciano Pizzetti, segretario Ds in Lombardia.

Grazie al Gruppo PSE per aver voluto questo appuntamento per Fiorella, con i suoi familiari, con i suoi colleghi spesso amici.
Non è un ricordo, non è una celebrazione.
E’ il riconoscimento di un impegno pubblico fortemente ancorato ad intense idealità.
Fiorella è stata un leader che si è servita molto della parola, senza mai alzare la voce.
Voi l’avete conosciuta in questi dieci anni di lavoro intenso nel Parlamento Europeo, il primo luogo di una nuova identità ormai quasi continentale.
Noi l’abbiamo conosciuta prima, nel Consiglio regionale della Lombardia, una delle quattro regioni motore d’Europa, il luogo dei sommovimenti sociali e politici dell’Italia moderna, l’epicentro delle difficoltà della sinistra italiana soprattutto nel rapporto coi ceti produttivi.
Erano gli anni ’90, gli anni della liberazione con la caduta del muro di Berlino, gli anni del crollo del sistema politico italiano, gli anni di tangentopoli.
In Lombardia si susseguivano gli arresti di esponenti politici. In Consiglio regionale cadevano i governi a causa delle indagini. Per formare i governi locali si chiedeva prima, informalmente, ai magistrati se esistevano problemi.
La Regione era allo sbando.
Ebbene, in quel clima, sul finire del 1992, i partiti della Sinistra che stavano all’opposizione insieme a ciò che restava della DC decisero un azzardo, decisero di dare vita ad un governo anomalo, una sorta di governo degli onesti, un gabinetto d’emergenza col compito di risollevare le sorti della più importante regione d’Italia.
A dirigere quel governo chiamammo Fiorella Ghilardotti.
Per le sue qualità morali e per le sue capacità d’impegno.
Quel governo durò fino alle elezioni politiche.
Fu uno dei migliori governi che la Lombardia abbia avuto.
Furono due anni intensi e difficilissimi.
Si fecero scelte decisive in particolare sui temi dell’ambiente e dello sviluppo, che consentirono non solo alla Lombardia di uscire dal tunnel, ma anche a noi di crescere. La nuova fiera di Milano, la più grande fiera d’Europa fu decisa da Fiorella con quella maggioranza.
Fiorella, prima donna a presiedere un governo regionale in Italia, ha governato con autorevolezza e con riconoscimenti unanimi.
Lo ha fatto con spirito di servizio, guardando al bene comune come la sua formazione cattolica le suggeriva.
Senza quella esperienza così impegnata, forse voi non l’avreste conosciuta.
Lei si trovava bene qui.
Noi le abbiamo voluto bene per quel che ha fatto e per come lo ha fatto.
Le belle persone lasciano sempre un segno del loro passaggio, e Fiorella era una gran bella persona che ha voluto fare una buona politica.
Anche se il tempo affievolisce il ricordo e lenisce il dolore, di lei ci resteranno sempre il segno di una bella testimonianza di vita e la vivacità penetrante dei suoi occhi.

FIORELLA GHILARDOTTI, UNA DONNA EUROPEA



 
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